"Il rock è la nostra benzina. Siamo nati un'altra volta e gireremo le due Americhe"

I pionieri della sperimentazione iniziano l'ennesimo percorso: "Ci rilanciamo perché il segreto è trovare sempre nuovi progetti»

Chi fermerà la musica? Chi fermerà la Premiata Forneria Marconi? L'addio di un monumento come Francone Mussida, da sempre laborioso chitarrista della band, ha fatto nascere nei fan oscuri presagi... Questa volta è la fine; la nostra più gloriosa band di progressive rock si scioglie... Invece l'incontenibile Franz Di Cioccio ha giocato la carta che non ti aspetti... Ha «assunto» nella Forneria nuovo personale e ha programmato una tournée mondiale che partirà a novembre dagli Stati Uniti, ma che avrà un «numero zero» il 22 luglio nel parco della Villa Borromeo di Cassano D'Adda, in provincia di Milano.

Altro che ritiro. Vi rilanciate un'altra volta alla grande.

«Si è musicisti per sempre - dice con aria sorniona Di Cioccio - se si ha la vocazione non si smette mai di suonare e si affrontano con coraggio i cambiamenti».

Per cui avete subito sostituito Mussida.

«Franco è uno di noi. Non abbiamo pensato di sostituirlo perché è insostituibile, ma abbiamo preso un altro chitarrista per seguire un nuovo percorso. Si chiama Marco Sfogli, è un'artista di talento figlio degli anni Ottanta e figlio d'arte, dato che i suoi genitori fanno parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare. È un appassionato di rock e ha collaborato con artisti come i Dream Theater e Frank Gambale. Porterà un suono più duro ed eclettico nel gruppo».

Ci sono anche altre novità...

«Abbiamo convocato anche Alberto Bradin, ottimo tastierista dai toni vocali molto alti che suonava in una band prog metal, una diramazione moderna del progressive. Poi ci sarà una nuova batteria costruita apposta per noi; una costruzione moderna, molto lunga, un'onda ritmica che possiamo suonare in due scambiandoci lo strumento senza interromperci».

Quindi cosa ci dobbiamo aspettare?

«Una Pfm fedele al passato ma in continua evoluzione. Abbiamo collaudato la band con due concerti in un giorno: a Lucca al pomeriggio e la sera al Primo maggio. Ora il nostro spettacolo si chiama All the Best e unisce passato, presente e futuro. Nello show ci saranno i nostri classici, una finestra sul nostro periodo con Fabrizio De André, faremo pagine classiche come Romeo e Giulietta di Prokofiev e tante nuove improvvisazioni e momenti creativi».

Dove trovate tutta questa energia, non siete più ragazzini.

«Siamo entusiasti del rock. La musica è una gioia da condividere con il pubblico, che ci segue sempre fedelmente. Dall'addio di Mussida è scattata una nuova scintilla; andremo avanti per rilanciarci su nuove strade. In realtà non abbiamo mai fatto un disco uguale al precedente, e la vitalità di una band sta nelle cose che deve ancora fare».

Quindi ci aspettano nuovi dischi?

«Abbiamo appena finito di pubblicare cinque cd dal vivo ma in primavera uscirà un album nuovo all'insegna dell'improvvisazione. Poi, come al solito, registreremo l'intera tournée americana e chissà mai che non nasca un altro disco dal vivo».

Come sarà la tournèe americana?

«Entusiasmante. Con la formazione più ampia avremo uno spettro sonoro più ampio. Partiremo da Londra l'11 novembre e toccheremo le due Americhe. Il 13 saremo allo Whisky a Go-Go di Los Angeles, il luogo che ci consacrò in Usa nel '74 '75. Poi andremo in Canada e il 15 novembre, partendo da Miami, faremo “la crociera del progressive”, tre concerti in nave con gruppi come Gentle Giant, Marillion, Allan Holdsworth e poi via in Messico, Argentina, Cile».

Siete molto amati in America...

«Il rock progressivo è il suono più vicino a noi. Loro hanno il rock, d'accordo, ma noi abbiamo la musica classica che è fondamentale in questo genere. Comunque è vero, in Usa ci amano. Rolling S tone ha pubblicato la classifica dei 50 migliori dischi progressive. Al primo posto c'è Dark Side of the Moon dei Pink Floyd: noi siamo al numero 19».