"La Francia non esiste più"

L'arringa dell' "ermellino" Luchini. È una toga rossa nel film di Vincent. E dice: "Quando varco le Alpi respiro"

da Venezia

Fabrice Luchini è un attore che può interpretare anche l'elenco telefonico. Christian Vincent gli costruisce intorno un film, L'hermine , «L'ermellino», ovvero la toga rossa della magistratura, in grado di esaltarne al massimo recitazione e dizione, quella clarté della lingua che Luchini trasforma in musica. Così facendo, però, praticamente scompare quello che nelle intenzioni del regista avrebbe dovuto essere il motivo conduttore della pellicola, un ritratto del Paese, l'aula di un tribunale come specchio di una nazione, e, in conferenza stampa, l'ironia del suo interprete principale non aiuta a farlo riemergere. «Non sapevo che tu fossi un regista impegnato, il disagio, le classi sociali, l'odioso capitalismo, il marxismo leninismo come chiave di lettura... D'altra parte, spesso non so nemmeno che film sto facendo, me lo spiegano, dopo, i critici. Durante, io lavoro e, voi sapete, c'è una scena, poi un'altra... Siamo degli esecutori, dei camaleonti che cercano di rendere sul set ciò che il regista ha nella testa. A un'attrice che chiedeva a Woody Allen che cosa dovesse pensare nel fissare il muro davanti a lei, quale fosse il vissuto del suo personaggio, Woody rispose: “Tesoro, pensa al cachet”...».

Fiume in piena («se comincio a parlare non mi fermo più, la lingua mi eccita»), Luchini ne ha un po' per tutti. «Volendo fare della sociologia spicciola, è una pellicola sulla Francia del Nord, che sarebbe un po' la vostra Italia del Sud, con però la Lega Nord... È un po' confuso, ma è così. È quella parte del Paese dimenticata dal potere centrale: c'è la povertà, la disoccupazione, l'immigrazione e il 30 per cento dell'elettorato vota Marine Le Pen... D'altronde, come nazione la Francia non esiste più e, non è per piaggeria, né per le origini italiane di mio padre, ogni volta che io varco le Alpi respiro. Nonostante i politici rimanete un Paese meraviglioso, che fa un gran cinema e manifestazioni come questa. Noi siamo sempre più sulla difensiva, con un presidente come Hollande che sempre più ci deruba... Aveva ragione Jean Cocteau: “I francesi sono degli italiani tristi”. Dio mio, che allegria vedervi in faccia, la vostra bellezza, la vostra gioia di vivere...».