La rinascita di Carboni è un festival della canzone

Jovanotti, Ferro, Elisa, Antonacci stasera sul palco con lui a Bologna

Si fa presto a dire rinascita. Luca Carboni se la sta godendo ora che il suo disco Fisico&Politico (rielaborazione in duetto dei suoi brani storici) è diventato uno dei più acclamati del momento. E che stasera il Paladozza, Bologna, il palazzetto storico a due passi dalla casa natale, diventerà teatro di uno dei concerti più trasversali: lui a cantare i propri classici sul palco con Lorenzo Jovanotti, Tiziano Ferro, Elisa, Biagio Antonacci, Alice e qualche altro ospite all'improvviso (magari proprio bolognese oppure comunque emiliano, fate voi). Concerto esaurito in tempo reale. «Un momento speciale per raccontare e rileggere la mia storia non da solo ma con grandissimi amici», spiega lui che è un cantautore alla chetichella, pochissime parole in pubblico salvo quelle dei propri brani, mai un'esagerazione, mai una polemica salvo quella un po' tirata per i capelli della frase a Vanity Fair nel 2011: «Non affiderei un bimbo a una coppia di omosessuali». In tre decenni le sue canzoni hanno fatto il proprio dovere, piacendo al pubblico ed entrando nell'immaginario collettivo e giornalistico. Per capirci, il «fisico bestiale» è ormai un luogo comune. Mare Mare sancisce l'inizio dell'estate meglio di qualsiasi calendario e via elencando. Silvia lo sai, ad esempio, intrisa di amore ed eroina, è un brano coraggioso che Franco Battiato ha voluto, quasi preteso di cantare in Fisico&Politico perché «mi è sempre piaciuta», ha detto. In poche parole, Luca Carboni, che è il più «vecchio» dei nuovi cantautori, 51 anni appena compiuti, ha iniziato la nuova fase dei cantautori. Meno a compartimenti stagni. Più disposti a interagire con il resto della musica. Anche con il rap. In Fisico&Politico il suo alter ego è Fabri Fibra (che non sarà stasera al Paladozza nonostante il prevedibile invito) che canta «in questo mondo digitale non trovo un filo logico» proprio mentre definisce lo spirito di questo tempo digitale: fisico e politico, proprio così. Ed è forse compito del più vecchio dei giovani aprire una nuova epoca, il cantautorato 2.0 oppure chiamatelo come volete. Una rinascita. Bella rivincita, dai. Bella rivincita dopo qualche anno tra parentesi, «a fare il padre a casa mentre dipingevo e lavoravo il legno». Ha deciso di tornare a quel mestiere che è sbocciato trent'anni fa a Bologna nel favoloso mondo della Trattoria da Vito con il meglio del cantautorato da Lucio Dalla in giù, per mettere un punto e ripartire daccapo. «Mi è subito piaciuta l'idea di celebrare questo momento speciale proprio vicino alle mie radici». Il concerto fisico e politico. Con qualche significato simbolico. Dalla non c'è più, proprio lui che gli diede una mano fondamentale proprio partendo da quella Trattoria. E la crudeltà simbolica dei casting discografici ormai è diventata plateale grazie ai talent show: «Li ho anche criticati qualche volta, ma ai miei tempi di faceva una cosa molto simile a XFactor con i quattrocento dipendenti della Rca che venivano ad ascoltare i giovani artisti», dice lui che è uno dei pochi ad assumersi la responsabilità delle cose dette, altro che far finta di niente. Il suo provino andò bene e gli dissero subito di entrare negli studi Fonoprint di via De' Coltelli «per registrare il mio primo album». Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Autunno 1983. Successo. «Quando cominciano davvero le cose? Forse tutto viene già scritto quando sei nel ventre di tua mamma o intorno ai sei anni, con le prime lezioni di pianoforte della maestra Pierfederici?», ha scritto lui. Chissà. Di certo Luca Carboni ha una vena malinconica che si coglie pure nei testi, non solo nello sguardo sempre pacato anche nei momenti di gioia forsennata. E ha il pudore delle proprie reazioni, che sono per forza sempre misurate. Però stasera il concerto sarà «senza nostalgia», ci tiene a sottolineare, anche se il palco sarà organizzato simbolicamente sulla divisione tra mondo analogico e mondo digitale e sul palco, oltre alla musica, si ascolteranno anche racconti e brevi monologhi. Un evento che magari potrebbe anche diventare uno show tv, perché no. Dopotutto, si celebra il significato di tre decenni che sono andati ben oltre l'hit parade. E non sarà un caso se Jovanotti arriva appositamente da New York, Biagio Antonacci ferma le registrazioni del nuovo disco, Elisa la promozione del suo e qualche altro ospite farà capolino all'improvviso: con il nuovo Luca Carboni rinasce la figura del cantautore del futuro. Sempre legato alle parole ma finalmente slegato dalle rigide, vecchie e noiose definizioni di genere.