Abrams dirigerà «Star Wars». Che la forza sia con lui... ne avrà bisogno

Galattico conflitto d'interesse del regista già titolare della saga rivale «Star Trek».

Un conflitto d'interessi davvero spaziale. O se vogliamo la fusione di due universi fantascientifici in una sola mente e in un solo conto in banca. Ecco cosa succederebbe se J.J. Abrams (il produttore di Lost e di Cloverfield per intenderci) si vedesse affidare il settimo episodio della saga di Star Wars dalla Disney, come si rumoreggia da ieri nei corridoi di Hollywood e, ovviamente, in rete (ormai prima si "tuitta" e poi si sussurra).

Che Abrams sia un geniaccio capace di muoversi agilmente tra sceneggiatura, produzione e regia è cosa nota, che abbia propensione alla fantascienza altrettanto. Sarebbe quindi un candidato perfetto a proseguire l'opera di George Lucas che, a ottobre, ha ceduto la sua casa di produzione appunto ai creatori di Topolino&co: "Mi ritirerò nel mio garage armato di sega e martello a costruire dei piccoli film. Ho sempre voluto realizzare film sperimentali, piuttosto che preoccuparmi di farli vedere nei cinema". C'è un piccolo dettaglio: ci ha pensato prima qualcun'altro. Infatti dal 2009 con il film Star Trek Abrams ha preso in mano l'altra saga più famosa della fantascienza contemporanea: quella legata alle avventure dell'astronave Enterprise (con un'infinità di prequel e di sequel). Tant'è che a breve (in Italia il 6 giugno) arriverà nelle sale il secondo film con il capitano James T. Kirk e compagni: Into Darkness - Star Trek. E se la lunghissima saga inventata da Gene Roddenberry (1921-1991) prima dell'arrivo di Abrams sembrava al capolinea (produzioni per la tv che slittavano e nessuno che se la sentisse di riportarla sul grande schermo) con lui è cambiato tutto. Il suo Star Trek ha incassato 375 milioni di dollari, un record tra le dodici pellicole a tema. Ecco che allora ieri i giornali americani come Variety e Hollywood Report o siti, come l'informatissimo The Wrap , hanno iniziato a parlare di un accordo imminente con Abrams per la prosecuzione di Guerre Stellari (Lucas avra comunque un ruolo garantito di consulente per i prossimi episodi). La comunità di maniaci della science-fiction si è messa subito a rumore. Ci sono stati i commenti sugli "scartati" di lusso che Abrams avrebbe battuto allo sprint finale: Matthew Vaughn (Kick Ass), Brad Bird (Mission: Impossible - Ghost Protocol e Ratatouille), Guillermo del Toro e persino Ben Affleck. Oggi invece c'è stata la conferma ufficiale della firma del contratto con Disney. E c'è il fatto che la Paramount non gradirà per nulla lo scippo a cui pare che Kathleen Kennedy ora a capo della Lucasfilm (sotto Disney)abbia lavorato, in segreto, per mesi.

E poi ci sono i fans. A chi non è del settore può sembrare follia ma tra gli amanti di Star Trek e gli amanti di Star Wars c'è un abisso: da un lato il teletrasporto e la tecnologia spiegata nel dettaglio, dall'altro la religiosità degli Jedi; da un lato il mito del futuro della razza umana dall'altro la "Galassia lontana, lontana..." e un po' magica. Insomma in molti non perdoneranno Abrams di aver scelto di cedere al "lato Disney della Forza" preferendolo ai motori a curvatura. E a chi la pensa così è inutile che proviate a spiegare che conta più il verde dei dollari che gli alieni verdi...
On Twitter: @matteosacchi2

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