Achille Lauro ricompra i gioielli alla madre: "Io sono il buon esempio"

Achille Lauro difende su Facebook la sua posizione e rivela di aver utilizzato i soldi guadagnati con il suo successo musicale per ricomprare i gioielli di famiglia impegnati da sua madre in momenti di grande difficoltà per la sua famiglia

Dopo le polemiche alimentate da Striscia la Notizia su un presunto legame tra la sua canzone sanremese Rolls Royce e l'assunzione di sostanze stupefacenti, Achille Lauro decide di aprire il suo cuore ai tanti fan che seguono la sua pagina Instagram, in un lungo post i cui ripercorre delle fasi dolorose del suo passato.

Al di sotto di una foto che lo ritrae in uno sgargiante vestito verde acqua, il giovane trapper romano parla della sua vita, soffermandosi su tratti importanti dell'infanzia, vissuta in una famiglia onesta, ma con molti problemi economici. In particolare, ci tiene a sottolineare l'altruismo della madre, donna che accoglieva in casa propria bambini di altre famiglie ''anche quando possibilità non ne aveva''. Una mamma dedita ai figli e alla propria famiglia, al punto da impegnare i gioielli che le erano stati lasciati in eredità dalla propria madre per riuscire a coprire i numerosi debiti contratti.

Sforzi e sacrifici ripagati dal grande successo ottenuto da Achille, che grazie anche alla sua partecipazione a Sanremo, è salito alla ribalta nazionalpopolare e ha visto incrementare i suoi bagagli e la sua fama artistica. Infatti, dichiara di aver ricomprato tutti i gioielli che erano stati dati in pegno dalla madre, dando segno della grande generosità che gli era stata insegnata dalla stessa.

Tutto ciò serve a ribadire un chiaro concetto: "Non voglio essere un buon esempio, io sono il buon esempio". Forse per scrollarsi di dosso polemiche e critiche piovute come grandine nelle scorse settimane, che lo etichettavano come un promoter dell'assunzione di droghe.

Sono figlio di gente onesta, il secondo di due fratelli. Mia madre é sempre stata una persona altruista, generosa, longamine. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva. Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla. Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti. Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto. Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l’unico ricordo che conservava di lei. Le generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l’altro. Nessuno conosce la mia vera storia. Non voglio essere un buon esempio, Io sono un buon esempio. AL

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Commenti

veromario

Gio, 21/02/2019 - 08:29

questo dice di essere un esempio,per chi per gli spacciatori.

sparviero51

Ven, 22/02/2019 - 17:31

UN ESEMPIO DI CIÒ CHE NON BISOGNA ESSERE !!!