Addio a Greg Lake, maestro del «prog»

Suonò nei King Crimson e con gli El&p vendette 40 milioni di copie

Paolo Giordano

A lui piaceva così. Greg Lake era il contrario di una rockstar anche se è stato decisivo nella storia del rock. Ha fatto di tutto per essere importante ma non per farsi notare. È stato fondamentale senza vestirsi di gloria luccicante. Però ieri, quando se ne è andato a 69 anni consumato dal cancro, Greg Lake si è portato con sé molte lezioni fondamentali del progressive rock, quel ramo della musica che ha distillato, dilatato, sublimato le partiture del rock'n'roll per avvicinarle alle sinfonie. E pochi come lui, polistrumentista con una voce molto imitata sin dall'inizio degli anni Settanta, hanno firmato con il proprio talento dischi determinanti come In the court of the Krimson King del 1969, autentico caposaldo del modo di intendere il rock come palestra di virtuosismi e trampolino verso la lirica. Ed era così creativo, questo inglese di Poole, da lasciare quasi subito Robert Fripp e le sue lisergiche innovazioni per fondare con Keith Emerson e Carl Palmer quello che per brevità è conosciuto come EL&P, il trio Emerson Lake e Palmer.

Per capirci, esordirono dal vivo all'Isola di Wight, festival imponente in risposta a quello americano di Woodstock, e poi vendettero quaranta milioni di copie in poco più di dieci anni. Si sciolsero, si ritrovarono tutti e tre o soltanto due (il succedaneo Emerson, Lake and Powell) firmando alcune delle composizioni più barocche e paradigmatiche di un certo modo di intendere la musica. Diventarono anche simboli al contrario perché, se nacque il punk, fu anche perché i giovanissimi volevano reagire con accordi essenziali agli arrangiamenti ariosi e spesso stucchevoli del rock progressivo. Da allora Greg Lake è entrato nella leggenda, è diventato maestro e discografico (produsse anche Pfm e Banco del Mutuo Soccorso) incidendo dischi solisti e tornando qui e là in tour giusto per rimettersi in gioco. Poi, quando a marzo si è suicidato il suo amico Keith Emerson, forse anche lui ha iniziato a perdere la sua battaglia con la malattia e se ne è andato in silenzio, senza troppo fragore come quando staccava il jack della sua chitarra prima di andarsene dal palco.