"Adoro fare rivivere Riddick, il killer più feroce del cosmo"

I fan della fantascienza volevano da anni il ritorno dell'eroe di "Pitch Black". Ora sono accontentati. Vin Diesel: "È una scommessa, per il film ho pagato di tasca mia"

Sopravvivere è la sua vendetta. E stavolta i predatori alieni che distrugge non sono pupazzi pensati per il pubblico adolescente ma pezzi da forca calibrati sugli amanti adulti del gioco pesante persino nello spazio. Così Vin Diesel, quest'estate sugli scudi del box-office mondiale con 782 milioni di dollari cumulati via Fast&Furious 6 (e senza 3D), molla un istante Dom Toretto, re delle corse e icona della cultura underground americana, e incarna un galeotto spaziale dal lato oscuro. Circola violenza e qualche nudo sexy nello spettacolare Riddick,fantascientifico film d'azione (dal 5 settembre con Notorious Pictures) scritto e diretto da David Twohy, con cui Vinnie duetta per la terza volta, riprendendo la saga dell'antieroe furiano creata con Pitch Black (2000) e The Chronicles od Riddick (2004). Diesel qui pure è produttore, e già pensa a due sequel. Il suo è l'uomo più ricercato dello spazio. Tradito dalla sua specie, abbandonato su un pianeta deserto, l'ex-galeotto interspaziale verrà assalito da alieni e mercenari, che però ignorano quanta forza abbia in corpo.

Che cosa l'ha spinta a riprendere il personaggio di Richard Riddick?
«Sono stati i miei fans a chiedermelo. Da tempo, sul mio profilo Facebook, arrivavano richieste del tipo: “I bambini hanno i loro cartoni, il mondo ha Fast&Furious, dacci il nostro Riddick, con una bella R maiuscola!”. Non c'è pubblico più leale di quello amante della fantascienza, che adora le storie cui restare connesso. Di fatto, considero il mio pubblico il vero creatore dei miei film. Poi, è arrivata l'ora di tirar fuori i soldi di tasca mia: i fans mi scrivevano sempre: “Paga!L'hai promesso!”. Il che è l'ultima cosa che chiunque desidera a Hollywood. E nessuno studio voleva affrontare un film da R con un budget di 150 milioni di dollari, così sono intervenuto in prima persona».

Rispetto ai primi due episodi della saga «Riddick», che cos'è cambiato?
«Qui si torna alle origini di Pitch Back, ma, dopo quindici anni, era impossibile pensare alla nostalgia del ritorno su Furya. Così, abbiamo evitato il nesso logico, collocando Riddick su un pianeta deserto. Completamente solo, non ha nulla da perdere. E siccome più alieni abbatte, più diventa potente, la sua vendetta finale sarà scatenare una gigantesca carneficina di mercenari dello spazio, con una rappresaglia epica. La differenza è nel lato oscuro dell'antieroe».

In che senso Riddick ha un lato oscuro?
«Conosce la sua invincibilità e perciò prova malinconia, perché combattere è la sua vocazione, ma al tempo stesso tutto gli appare prevedibile».

Anche negli ultimi 007 circola questo “spleen” nuovo per gli eroi del grande schermo. C'è un nesso?
«Beh, al momento Neal Purvis e Robert Wade, che hanno scritto Skyfall, stanno scrivendo Kojak per me... Riddick è un vero antieroe: si conosce troppo a fondo per prendersi sul serio. Ma la sua potenza fisica resta impressionante, i combattimenti sono roba seria. Ed è stato liberatorio non pensare al pubblico minorenne».

Quanto conta, nella costruzione dei suoi personaggi, l'essere proprietario d'una compagnia per lo sviluppo dei videogiochi?
«Molto. E sono orgoglioso dei miei Tigon Studios. Già quando mi prese Spielberg per Salvate il soldato Ryan, osservai con quanta cura un maestro come lui raccoglieva sul set materiali per un videogame,divenuto Medal of Honor. Fu lì che capii l'importanza di questo mezzo e le sue potenzialità nel mondo dell'intrattenimento. Riuscire a trasformare un hobby in un lavoro è il segreto della vita».

Sposato con la modella messicana Paloma Jimenez, due figli, parla poco della sua vita privata: perché tanta riservatezza?
«Osservo il codice del silenzio. Come Marlon Brando e Robert De Niro. Però sono cambiato quand'è nata mia figlia Hania Riley, cinque anni fa, mentre giravo Fast&Furious 5. È lei la mia regina: diventare padre mi ha regalato un cambiamento interiore che aspettavo da tempo».

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Ven, 23/08/2013 - 10:23

Grande Van, lo aspettavo anch'io.

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Sab, 24/08/2013 - 10:36

Tigon Studios, si chiamano i videogiochi di Vin Diesel. Un nome che è tutto un programma: infatti, il tigone (tigon, appunto, in inglese) è un ibrido tra una leonessa e un tigre maschio. Se tanto mi dà tanto...