Aggiungi un quiz al telecomando (con Max Giusti)

L'attore sarà uno dei volti della tv acquistata dal gruppo Discovery e andrà a sfidare "Affari tuoi" con un nuovo game show

Come si fa ad attirare spettatori su una nuova rete che si è data una missione generalista? Prima di tutto si va a caccia di volti della vecchia e cara tv tradizionale per usarli come forza di traino. E così sta facendo il Nove, canale nato sulle ceneri di Deejay, che ha arruolato Max Giusti, notissimo al pubblico Rai, come conduttore di un quiz. E, udite udite, in access prime time, cioè in quella fascia oraria subito dopo cena in cui vanno in onda i più agguerriti programmi di Raiuno (Affari tuoi che Max stesso condusse per cinque anni) e Canale 5 (Striscia la notizia). E se una (per ora) piccola rete osa sfidare i due colossi, allora vuole dire che ha tanta fiducia in se stessa. Il game condotto da Max Giusti si intitola Boom!, quiz a squadre prodotto da Endemol di grande successo in Europa (se i concorrenti sbagliano scoppia una bomba di liquido colorato). In onda dal lunedì al venerdì, sarà la chiave di accesso al palinsesto di prime time del prossimo autunno, vero banco di prova del nuovo canale, acquistato poco più di un anno fa dal gruppo Discovery, quello - per intenderci - di Real Time e DMax. «Nostro obiettivo - spiega Laura Carafoli, senior vice president programming di Discovery - è di allargare la fascia di età del pubblico del Nove. Siamo entrati nel mondo generalista perché ci siamo accorti che le nostre reti tematiche attraevano in misura crescente spettatori di età diversa da quella 25-49 cui sono indirizzati quei canali».

Da questa osservazione (e dalla forza economica arrivata dal grande successo di Real Time, diventata l'ottava rete italiana) è nata l'operazione acquisto di Deejay, passata da percentuali irrisorie all'attuale uno per cento di share (con un incremento del 18 per cento di pubblicità rispetto ai primi mesi del 2015). E ora l'obiettivo è quello di abituare gli spettatori tradizionalisti a superare le colonne d'Ercole del tasto 7 del telecomando. Obiettivo che canale 9 condivide con Tv8, l'ex Mtv comprata dal gruppo Sky con cui la sfida è apertissima: due reti nuovissime che vanno a cercare di conquistare lo stesso pubblico.«Noi non possiamo andare a combattere sullo stesso piano di Rai, Mediaset e La7, sfidandoli sul terreno del varietà o delle grandi fiction alla Montalbano o dei talk show - spiega ancora Carafoli -, sarebbe una battaglia perdente. E vogliamo mantenere il nostro dna. Dunque la nostra rete deve essere smart, moderna, innovativa, internazionale e raccontare la realtà anche se in modo leggero».In sostanza ecco le novità di primavera e autunno. Domenica comincia Cucine da incubo con lo chef Cannavacciuolo, il factual «rubato» a Fox Life («Si dice che ci siano in giro troppi programmi di cucina, ma sono un modo interessante per raccontare storie»).

Poi in seconda serata arriverà la seconda stagione di Undressed versione italiana (il «dating show» dove prima ci si spoglia e poi si comincia a parlare e conoscersi) e la serie Vis a Vis, una sorta di Orange is the new black con protagonista una giovane donna finita (forse ingiustamente) in carcere. In autunno (con l'introduzione serale del quiz di Max Giusti) verranno lanciate le versioni italiane di format come Top Chef, cuochi professionisti che si sfidano, Ninja Warrior (una sorta di Giochi senza frontiere in versione estrema), Hotel da Incubo con lo chef Antonello Colonna in giro per l'Italia a salvare strutture in crisi. Si vedranno anche gli speciali Imagine di Roberto Saviano e i reportage (giornalismo immersivo) del giornalista spagnolo David Beriain, oltre a serie, film e documentari di divulgazione scientifica presentati da un volto noto. E il settore comicità? Si pensa di portare l'esperimento di Niente tv, canale web interamente dedicato al genere appena partito con gli sketch di Geppi Cucciari sulla piattaforma Dplay.Insomma, si potrebbe obiettare, un palinsesto in parte costruito sugli aspetti più negativi della tv tradizionale: il sensazionalismo, l'emotività, il nudo, la cronaca efferata (per esempio in Sangue del tuo sangue con la ricostruzione certosina dei delitti in famiglia). «Gli ingredienti sono anche questi - ribatte la Carafoli - ma l'importante è il linguaggio con cui si costruiscono i programmi, la veste che gli si dà e noi puntiamo alto, sulla qualità. E la dimostrazione sta nel fatto che il nostro pubblico appartiene a una fascia socio-culturale medio alta». Insomma i vecchietti se ne restano sul «primo».

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