All'«Aperitivo» del Manzoni jazz con Smith e Mitchell

Antonio Lodetti

Da fine mese al Teatro Manzoni di Milano torna dal 30 ottobre il tradizionale appuntamento con «Aperitivo in concerto», la serie di concerti sul jazz e dintorni voluta e sponsorizzata dal presidente Mediaset Fedele Confalonieri, da sempre appassionato di musica afroamericana. I concerti dell'«Aperitivo», che si svolgono la domenica alle 11 del mattino, raccolgono un cartellone come sempre molto colto e impegnato e - alla faccia della musica usa e getta - raccoglie un fedele e folto pubblico di cultori. Grazie soprattutto alla programmazione curata dall'esperto Gianni Gualberto, da ventidue anni deus ex machina della programmazione. «Quest'anno - racconta Gualberto - vogliamo dare rilievo soprattutto alla musica improvvisata, non solo nell'ambito del jazz, ma in tutti i linguaggi musicali. Vogliamo raccontare cosa ha dato e cosa sta dando oggi alla musica l'improvvisazione, che è una lingua franca su cui si misurano stili diversi». L'avevamo detto che la programmazione è particolarmente sofisticata e varia («Purtroppo non abbiamo concorrenza, c' è poco vero jazz a Milano») e si apre domenica 30 con l'unica data italiana del San Francisco Jazz Collective che fa rivivere, attraverso l'avanguardia, i classici di Miles davis e alcune composizioni originali della band. «Per spiegare la filosofia della stagione - racconta Gualberto - consiglio il concerto del 4 dicembre di Frederic Rzewski, compositore accademico che si cimenta con variazioni sul tema di El pueblo unido, che ormai è diventato un banco di prova in molti concorsi». Sempre consigliato dal direttore artistico il Concerto di Natale dell'11 dicembre con Ester Rada, artista etiope cresciuta in Israele che improvvisa su materiali africani e mediorientali. Per gli appassionati dell'avanguardia jazz c'è il grande Roscoe Mitchell (29 gennaio) che in prima europea rilegge l'opera di John Coltrane e il trombettista Leo Smith (15 gennaio) con l'indiana Vijai Iyer. Ci saranno anche strane commistioni come la ritmica giamaicana di Sly & Robbie con la tromba norvegese di Nils Petter Molvaer.