Alto Adige, candele accese per scaldare la notte ai vigneti nell’insolito freddo di maggio

Gli agricoltori del Südtirol non si son fatti affliggere dall’insolito freddo di maggio e hanno acceso migliaia di candele anti gelo nei vigneti

E’ attribuita allo scrittore torinese Mario Soldati la citazione "Il vino è la poesia della terra". E come per la poesia anche il vino nasce dal calore, dalle tribolazioni, dai luoghi e del tempo. Lo sanno bene gli agricoltori dell’Alto Adige che per difendere i loro vigneti dall’insolito calo delle temperature di maggio e per evitare che il gelo possa ghiacciare i germogli delle viti, hanno organizzato delle distese di candele anti gelo tra i filari delle viti.

Scie di fuoco illuminano la notte sul dorso sinuoso della vallata in Alto Adige. Come riporta il sito di notizie "Tgcom24" "dal 1987 non è stato mai così freddo a maggio. E così, per evitare danni ai vigneti di Novacella, ma anche ai meleti e alle piantagioni di albicocche, i contadini hanno accesso migliaia di piccoli fuochi per non fare scendere la temperatura sotto lo zero". Il risultato è uno spettacolo di luce molto suggestivo.

In altre zone invece è stata attivata la cosiddetta irrigazione anti brina che crea uno strato di giaccio sugli alberi per impedire danni alla fioritura. Questi metodi di protezione innovativi non sono solo utilizzati in Alto Adige, ma anche in altre zone d'Italia. Naturalmente, accendere candele notturne anti gelo è una prassi che scatta in casi eccezionali e limitati a pochissimi eventi straordinari.