Amanda Seyfried: "Pagata il 90% in meno rispetto agli uomini"

Le attrici donne in guerra contro il maschilismo di Hollywood. Amanda Seyfried: "In un mio film ho preso il 10% rispetto al co-protagonista maschile"

Anche Hollywood è maschilista. È questa la battaglia che alcune grandi attrici stanno portando avanti da mesi, sostenendo di essere pagate molto meno dei loro colleghi uomini. L'ultima accusa, in ordine di tempo, giunge da Amanda Seyfried, già apprezzata sul grande schermo nel musical sugli Abba "Mamma mia!" e ora nelle sale con "Ted 2". La bionda attrice 29enne ha confessato in un'intervista al Sunday Times che in passato è stata clamorosamente sottopagata: «Qualche anno fa, in uno dei miei film ad alto budget, ho scoperto che venni pagata il 10% del totale preso dal mio co-protagonista». Un esempio nitido, secondo il suo racconto, di quanto sia maschilista lo scintillante mondo del cinema hollywoodiano. Secondo alcuni rumor, la pellicola in questione non citata dall'attrice potrebbe essere "In Time", in cui Amanda ha recitato con Justin Timberlake.

La stessa teoria è stata sostenuta, negli ultimi mesi, da altre attrici. E qui non si parla, come nel caso della Seyfried, di giovani dive della nuova generazione, bensì di due nomi di spicco e a loro modo "storici" del cinema: Meryl Streep e Patricia Arquette. Quest'ultima, che quest'anno ha ricevuto l'Oscar per "Boyhood", ha chiesto «parità salariale una volta per tutte»; la Streep, che ha condiviso con la Seyfried il set di "Mamma mia!", ha addirittura scritto una lettera al Congresso americano suggerendo questa campagna.