Da Amelio a Luchetti domina il «commedificio»

Sesso, soldi e malasorte. È l'eterna commedia all'italiana che domina il listino 2013-2014 di Rai Cinema, presentato ieri all'Ara Pacis. E nonostante il commedificio tricolore abbia già mostrato la corda nella passata stagione, con sgradimento del pubblico e flop, su tredici titoli made in Italy, ben undici di quelli targati 01 rientrano nella categoria. Così ha valore simbolico che a Venezia, in concorso, andrà L'intrepido, prima commedia all'italiana di Gianni Amelio, notoriamente poco incline al tocco leggero. Qui Antonio Albanese solletica la risata, gonfiando palloncini rossi che puntualmente scoppiano sotto al palco d'un sindacalista. «Una nuova sfida, già vincente: Albanese ha qualità chapliniane», dice Amelio, che ha finito il montaggio. Ma è il denaro che conta davvero ne La gente che sta bene di Francesco Patierno, forse anche lui al Lido con questa commedia agrodolce ambientata a Milano. Dove Claudio Bisio, avvocato d'affari senza scrupoli, fa coppia con Margherita Buy: figlia educata dalle monache, operazioni illecite e soldi come toccasana. Che non funziona quando si resta soli con la propria coscienza. «Mostrerò la Milano dei professionisti, che si conosce poco», spiega Patierno, ispiratosi al romanzo omonimo di Federico Baccaro.
Girano quattrini anche ne Il capitale umano di Paolo Virzì. L'autore trae spunto dall'omonimo romanzo di Stephen Amidon, scegliendo la Brianza affluente per muovere personaggi assolutamente attuali: un immobiliarista fallito e un finanziere cinico, che incrociano i loro destini e quelli dei loro figli, mentre cercano un riscatto impossibile. «Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto», commenta Valeria Bruni Tedeschi, nel ruolo di una dama d'alto bordo. Chiara l'allusione alla compravendita del Bel Paese da parte del capitale internazionale meno trasparente. Nel cast del film, in uscita a gennaio, anche Fabrizio Gifuni e Valeria Golino. Cambia decisamente passo Massimo Venier, che in Aspirante vedovo mette Luciana Littizzetto a interpretare la moglie riccona del solito Fabio De Luigi: pure qui la lira è regina e la «Litti» se ne serve per tenere al guinzaglio il marito fannullone. È la malasorte, iattura che gli italiani scaramantici temono sopra ogni cosa, il fulcro di Stai lontana da me di Alessio Maria Federici: qui Enrico Brignano porta iella alle fidanzate, inclusa Ambra Angiolini, che abbozza (ancora)uno strip. Sfortuna amorosa di scena pure in Anni felici di Daniele Luchetti, che narra il divorzio dei suoi genitori. «A Venezia non vado: non c'è mercato. Meglio un festival invernale»,scandisce il regista. Tra festival di poco scambio e il solito commedificio, speriamo bene.