Anastasio, talentuoso portavoce della nuova generazione

Il cantautore dopo la vittoria a X Factor ha affrontato in maniera secca e diretta le polemiche legate al suo presunto orientamento politico di Destra e si è concentrato sulla musica. L’artista si pone con la sua energia e il suo talento portavoce della nuova generazione

Anastasio, ultimo vincitore di X Factor, ha convinto sin dal primo momento per il suo grande talento nel raccontare la propria storia, ma anche nel descrivere con rabbia ed energia la delusione della sua generazione verso la società e la politica. Il cantautore è stato anche senza dubbio uno dei vincitori del talent show di Sky Uno più chiacchierati. Quando stava per acciuffare la vittoria, si è molto discusso sui suoi orientamenti politici, in seguito ad un articolo del portale Noisey che avrebbe testimoniato il fatto che il cantante manifestasse sui social simpatie per Matteo Salvini, l’estrema Destra di CasaPound e Donald Trump. L’artista ha poi spento il fuoco delle polemiche, nella prima conferenza stampa dopo la vittoria: "Sono un libero pensatore, non credo che siano opinioni additabili come fascismo. I like li ho messi perché sono articoli che ho letto, mi piace tenermi informato. Ho letto quel che è stato scritto, ma è tutta fuffa”. Capitolo chiuso.

Poi il rapper è scomparso dalle scene per lavorare al suo progetto live e il nuovo album, mettere a punto il nuovo inedito “Correre”, presentato all’ultimo Festival di Sanremo con Claudio Bisio, e cercare di capire quale fosse la direzione del suo orizzonte professionale. E’ stato avvistato qua e là a qualche concerto, come ad esempio Gazzelle al MediolanumForum di Assago (Milano), con negli occhi la curiosità di capire i colleghi dove stessero andando.

Alla vigilia della partenza col suo “La fine del mondo tour 2019” il 20 marzo, Anastasio è tornato a far parlare di sé soprattutto per le idee chiare sul genere musicale più in voga del momento la trap. “La trap è il massimo esempio della svogliatezza nella scrittura dei testi. - ha dichiarato a Rolling Stone - Già il rap era facile da fare e ci siamo trovati pieni di rapper, la trap non richiede nemmeno più la metrica, la rima, il tempo. Devi solo parlare e dire cagate, fare ridere oppure fare brutto (…) La scena rap è una pagliacciata, un cabaret infantile. Non voglio mettermi al di sopra di nessuno, ma al di fuori. Ho un altro obiettivo, voglio narrare delle cose".

Dalle parole ai fatti. L’impressione che è emersa dal suo Live ieri sera alla Santeria Social Club di Milano (tour che proseguirà in tutta Italia fino alla fine di aprile) è che Anastasio non voglia fronzoli inutili in scena, niente look esagerato, infatti indossava una semplice t-shirt con camicia gialla, e soprattutto l’intenzione è quello di farsi portavoce del suo manifesto artistico e generazionale. “Questa sera si parlerà di crisi adolescenziali, ma anche di guerra e pace con un turbinio di emozioni”, ha dichiarato sul palco. Ed è esattamente così se si ascolta il suo ultimo singolo “Correre” (“Correre, tu devi correre/Non devi domandare né rispondere (…) In quarta elementare m'hanno detto di sognare perché il mondo stava pronto per risorgere”).

Si ha davanti un cantautore con le idee chiare, che ha l'urgenza di comunicare e ha ben delineata la sua missione: portavoce della nuova generazione in musica.

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