Anche Ringo Starr contro le leggi anti-gay della Carolina del Nord

L'ex batterista dei Beatles, Ringo Starr, ha annunciato la cancellazione del concerto in programma il prossimo 18 giugno a Cary, Carolina del Nord. Una netta presa di posizione, ha spiegato in un comunicato, contro una nuova legge dello Stato giudicata lesiva dei diritti LGBT

C'è anche Ringo Starr nella lista degli artisti che hanno deciso di protestare contro una recente legge approvata dallo Stato della Carolina del Nord, provvedimento accusato di minare tutte le conquiste fatte negli anni in materia di diritti LGBT.

Spiegando le sue ragioni in un breve comunicato, l'ex batterista dei Beatles ha annunciato quindi l'annullamento di uno spettacolo in programma a Cary, Carolina del Nord, il prossimo 18 giugno. “Mi dispiace dover deludere i miei fan, ma è assolutamente necessario prendere una netta posizione contro tutto questo odio. Diffondiamo pace e amore”, ha scritto Starr.

Il quale, stando a quanto riporta ABC News, avrebbe aggiunto di voler essere così solidale con quanti “stanno combattendo contro la faziosità e la bigotteria di questo provvedimento”. Infine, concludendo il suo breve intervento, l'ex Fab Four ha citato i titoli di due canzoni, ritenute evidentemente particolarmente significative: “Let's Work Together” dei Canned Heat e, ovviamente, “All You Need Is Love” dei Beatles.

Come già accennato, Ringo Starr non è tuttavia l'unico artista a essersi schierato così nettamente nella battaglia contro la nuova legge della Carolina del Nord. In tal senso, il primo ad aver annullato un proprio concerto – che si sarebbe dovuto tenere il 10 aprile a Greensboro – è stato il cantautore e chitarrista Bruce Springsteen, il quale ha duramente condannato le discriminazioni in seno al provvedimento dello Stato.

Orme, quelle tracciate dall'autore di classici come “Born in the U.S.A.” e “The River”, che presto sono state seguite anche dal musicista canadese Bryan Adams, il quale ha annunciato la cancellazione di un suo concerto nello Stato del Mississippi. Qui, infatti, il primo di luglio dovrebbe entrare in vigore una legge ritenuta altrettanto lesiva dei diritti LGBT.