Che paura fa la Disney. Ma poi l'amore trionfa

In Frozen due principesse moderne litigano per un fidanzato

La formula romantica della principessa che incanta funziona sempre. Però stavolta il nuovo film animato in 3D della Disney, Frozen - Il Regno del Ghiaccio (dal 19), si allontana dalla tradizione in senso stretto, perché i personaggi convenzionali e la rima cuore/amore non vanno più di moda. Così la principessa Anna, che non controlla i suoi magici poteri; l'adorabile pupazzo di neve Olaf, che vorrebbe essere un coniglio da spiaggia e Kristoff, l'uomo del ghiaccio, risultano familiari, quando sgranano gli occhioni da cartone fiabesco. Ma dal punto di vista delle loro psicologie, sono più complessi del solito. E spunta pure un principe apparentemente perfetto, ma che poi si rivela un opportunista detestabile. In questo sogno di ghiaccio e di neve, tutto trae origine da La regina delle nevi, fiaba di Hans Christian Andersen, molto liberamente adattata per lo schermo da Chris Buck e Jennifer Lee. Quest'ultima è la prima regista che firma un prodotto Disney per bambini ed è anche l'autrice della sceneggiatura, insieme a Mister Buck, che ha lavorato ai grandi classici La sirenetta e Pocahontas. Non a caso, quindi, troviamo due personaggi femminili carismatici e in contrasto tra loro, le sorelle Anna ed Elsa, al centro d'un musical visivamente accattivante: in certi momenti lo spettatore ha l'impressione di trovarsi dentro un gigantesco lampadario di cristallo. D'altronde, la storia si svolge nell'immaginario paese scandinavo di Arendelle, il cui re e la cui regina sono morti, lasciando il regno in mano ad Elsa, la più grande delle sorelle. Ma questa principessa esile e bionda ha un problema nascosto: se non sta attenta e muove un po' le mani tutto si ghiaccia intorno a lei. La migliore amica di Elsa è la sorella più giovane Anna, dal carattere impulsivo e ribelle. L'armonia tra le sorelle si guasta quando Anna s'innamora di Hans, principe del villaggio accanto, ed Elsa ostacola il loro matrimonio. Con un piccolo gesto della mano, Elsa farà scendere l'eterno inverno su Arendelle: tale potere malefico, tuttavia, la opprime così tanto, che la principessa si ritirerà in un remoto palazzo di ghiaccio, su in montagna. Anna, convinta che un contro-incantesimo salverà il paese, si mette alla ricerca della sorella e, salendo in montagna incontra il rude montanaro Kristoff.
Se da una parte Frozen sembra ancorato a una delle più belle fiabe del XIX secolo, dall'altra non si capisce cosa è Bene e cosa è Male. Tuttavia, un pilastro resta in piedi: l'amore vince ogni ostacolo. Nello specifico il rapporto inscalfibile tra sorelle. Per la prima volta un film per bambini Disney è uscito, in America, con l'avvertenza «Parental Guide» (ma quale bambino va da solo al cinema?), però si tratta d'un glorioso ritorno ai tempi del musical e delle principesse. Contemporanee, dunque toste e incuranti della loro bellezza, mentre perseguono il proprio eroismo femminile. Una nomination all'Oscar pare certa, come migliore animazione e migliori canzoni, doppiate in italiano da Serena Autieri (Elsa) ed Enrico Brignano (Olaf). Sui titoli di coda, canta Martina Stoessel, l'interprete dalla serie di culto Violetta.