Applaudito«Winter sleep» si candida alla Palma

da Cannes

Chi temeva e/o dava per certe tre ore fatte di lunghi silenzi e troppi paesaggi, ha sbagliato tutte le previsioni… Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan è al contrario pieno di dialoghi, con moltissimi primi piani e una struttura quasi teatrale. Soprattutto, è un bellissimo film, che fa del suo regista, un candidato alla Palma. La storia è semplice e complessa allo stesso tempo. C'è un anziano ex attore, che ha avuto il successo, ma non la gloria, ritiratosi a gestire con la sorella e una moglie un albergo di proprietà. E' ricco, non vuole rassegnarsi a non contare più nulla, è corazzato dal cinismo di chi ne ha viste troppe. Il legame familiare e quello matrimoniale è però un susseguirsi di estenuanti scambi polemici. Intorno, la cornice naturale di un'Anatolia selvaggia e innevata aggiunge solitudine a solitudine. Ciascuno dei tre vorrebbe riprendersi la vita. A tutto ciò Ceylan presta una macchina da presa strepitosa e un uso intelligente degli attori e costruisce una riflessione sui rapporti umani, sull'incapacità a farsi da parte ed ad accettare le ragioni dell'altro che fa passare le tre ore del film senza un solo momento di noia. Applausi a scena aperta nell'unica proiezione pomeridiana, dove critica e pubblico erano una volta tanto insieme e una volta tanto d'accordo. SS