Un «Aquilotto» da urlo

«L'aquilotto», il figlio di Napoleone che Metternich imbalsamò alla corte di Vienna, divenne celebre nella pièce di Edmond Rostand (1900), in cui l'Aiglon era Sarah Bernhardt. Alla vigilia della seconda guerra mondiale (1937), un dramma lirico a quattro mani, scritto dal parigino Jaques Ibert (le parti più intime, I e V atto), e dallo svizzero di Francia, Arthur Honegger (la tentata fuga e la memoria eroica, II e IV), s'ascolta e si legge allo stesso tempo: i musicisti hanno rispettato la nobiltà della prosa in versi e la delicatezza del soggetto. Quando l'aquilotto ferma le ali (il re di Roma, Napoleone II, morì poco più che vent'enne), Ibert tocca con eleganza le corde della commozione. Esecuzione da Montréal, impeccabile.