Ariana Grande risponde alle critiche della comunità Lgbtq

Ariana Grande, scelta per il Pride Festival di Manchester, risponde alle critiche della comunità LGBTQ, definendosi grata per la possibilità ottenuta

Ariana Grande, questa estate, prenderà parte al Pride Festival di Manchester, a due anni di distanza dall'attacco terroristico avvenuto durante il suo concerto.

La notizia, naturalmente, ha colpito tantissimo i suoi fans, ma c'è anche chi si lamenta di come l'organizzazione del festival abbia scelto un'interprete eterosessuale per rappresentare il movimento della comunità LGBTQ. A questa polemica se ne è aggiunta un'altra molto più superficiale, che riguarda il prezzo dei biglietti del festival, che prima dell'annuncio della sua partecipazione avevano un prezzo molto più abbordabile.

Ariana Grande, a questo punto, ha scelto di non nascondersi dietro nessun tipo di silenzio, confrontandosi con i suoi follower e decidendo di rispondere direttamente a loro, con un post su twitter. Nel suo tweet Ariana Grande ha prima sottolineato il fatto di non avere niente a che fare con il prezzo del biglietto, una situazione che è totalmente fuori dal suo controllo e per cui non può fare nulla.

Subito dopo, però, si è soffermata a sottolineare quanto la comunità LGBTQ sia importante per lei, scrivendo: "I rapporti che ho con i miei fans, amici e familiari della comunità LGBTQ mi rendono felice. Voglio celebrare e supportare questa comunità, a prescindere dalla mia identità sessuale o dal modo in cui le persone mi etichettano. Oltretutto voglio visitare una città che è tanto importante per me. La rappresentazione LGBTQ è un tema molto importante, e sono sempre orgogliosa di poter condividere il palco con artisti LGBTQ. Nel corso degli anni," continua Ariana Grande, "i Pride sono stati guidati da artisti di tutti gli orientamenti sessuali e di qualsiasi genere, incluse alleate eterosessuali come Cher e Kylie Minogue."

Ariana Grande ha poi sottolineato che non ha nessuna intenzione di essere considerata l'eroina della comunità, ma solo costruire uno spettacolo in cui i suoi sostenitori LGBTQ si sentano felici e celebrati e supportati.

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