Da Arisa a Zambrotta, i vip appesi alle cime

Sette personaggi si sfidano nella scalata al Monte Bianco assistiti dalle guide alpine

Intanto è ilprimo adventure game italiano, che vuol dire che non è un format straniero adattato per il nostro pubblico, ma è originale. Intanto ha una location nostrana, e mostra uno dei luoghi più belli del nostro Paese, ma senza farne un documentario per pochi appassionati. In più unisce gli ingredienti della gara tra persone alla sfida dell'uomo con e contro la natura. Insomma, Monte Bianco, il nuovo programma d'avventura di Raidue, in onda da lunedì prossimo (in ideale proseguimento di Pechino Express), sulla carta promette di essere uno show avvincente. Certo, per renderlo appetibile dal punto di vista televisivo, ci hanno dovuto infilare come protagonisti dei vip o presunti tali. Però non li hanno portati sulle cime della Val d'Aosta per fare una passeggiata: hanno dovuto affrontare scalate vere, prove difficili, ascensioni mozzafiato, passaggi nel vuoto, nottate in tenda nei campi base. Cose che per una tipa come Arisa, abituata al massimo a salire sulle scale di un palco, sono da crisi di panico. Suoi colleghi d'avventura il calciatore Gianluca Zambrotta, l'attrice e conduttrice tv Jane Alexander, il campione di judo Stefano Maniscalco, il giornalista Filippo Facci, la modella Dayane Mello e l'attore Enzo Salvi. I sette hanno trascorso cinque settimane in Valle imparando a vivere la montagna e a scalare con l'obiettivo di arrivare in cima al Monte Bianco. Ad accompagnarli in ogni spostamento e ascensione sette guide alpine valdostane. A raccontare le loro avventure Caterina Balivo, conduttrice del programma, affiancata da uno dei più grandi alpinisti al mondo, Simone Moro. Ogni puntata prevede tre prove (di velocità e abilità) che determinano la cordata eliminata ogni settimana. Le ultime due coppie rimaste in gioco si confrontano con la prova più importante: la salita in vetta al tetto d'Europa.Quest'estate ci sono state polemiche da parte di alcuni rappresentanti del Cai che temevano che la montagna sarebbe stata mal raccontata da uno show di vip. «Ma noi non abbiamo giocato alla montagna - spiega il direttore di Raidue Angelo Teodoli - Abbiamo affrontato la montagna con la serietà delle guide alpine con i loro clienti». «So che il mio è un mondo difficile - interviene l'alpinista Moro - ma spero che il programma venga accolto senza prevenzione: non potevamo fare un corso di roccia, dovevamo rispettare i meccanismi televisivi e nel contempo essere rigorosi, ma pensiamo di aver raggiunto l'obiettivo di mostrare come andare in montagna sia allo stesso tempo faticoso e divertente». Le critiche? «Figlie di un colpo di sole», commenta tranchant la Balivo.