Arriva Ed Sheeran il "rosso" del pop che vola in classifica

A 23 anni è il nuovo golden boy con amicizie che contano.Da Peter Jackson a One Direction. "Il segreto? Sono felice"

La faccia è di quelle che fatichi a notare, se entri in una stanza anche solo un po' affollata. Poi, forse, può colpirti quell'aria da hobbit rossiccio, con gli occhi azzurri abituati a osservare attentamente gli umani. Ma è solo quando prende la chitarra acustica, ci si trincera dietro, punta gli occhi di cui sopra sul pavimento e inizia a cantare senza alcun supporto fonico, che capisci perché Ed Sheeran è un caso. E d'improvviso, con un po' d'immaginazione, vedi apparirgli accanto una serie di «pop up» che dicono: 16 milioni di dischi venduti nel mondo, 22 dischi di platino, artista maschile più venduto nel Regno Unito dal 2011, miglior debuttante britannico di sempre negli Stati Uniti (con buona pace dei protagonisti della British Invasion anni '60, a cominciare da «quei quattro»), collaboratore degli One Direction (suo il brano Moments nell'album Up All Night) infine beneficiario di una pioggia di premi tra Brit Awards, Grammy e statuette affini. L'epifania ha preso forma tre giorni fa all'Hotel Magna Pars di Milano, a due passi dai Navigli, dove il cantautore britannico ha portato cinque brani già belli che completi del suo nuovo album X (Asylum Records) in uscita il 24 giugno, ai quali ha aggiunto un paio di esibizioni live minimaliste, chitarra e voce. X segue il fortunato +, sei volte platino in Uk, 4 milioni di copie nel mondo: un nuovo disco affollato di produzioni, da Rick Rubin a Benny Blanco, da Pharrell Williams a Jake Gosling, il cui titolo - nelle parole di Sheeran - «sta a significare un intento di moltiplicazione: più cura del suono, più generi».

Per capire Ed Sheeran, dunque, serve solo la musica, e come lui ci si butta dentro. Il ragazzo di Halifax, West Yorkshire, ha soli ventitré anni ma può sfoggiare già amicizie influenti (come Peter Jackson, il regista de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit, per cui ha composto il brano I See Fire, numero uno nelle vendite su iTunes in 27 paesi) e una saggezza che nemmeno il vecchio Gandalf: «La chiave del successo? Essere a proprio agio con la propria vita: - dice con placida naturalezza la popstar che non ti aspetti - avere stabilità, una vita felice e soprattutto una famiglia. I soldi? Quelli fanno comodo, ma solo perché utili a dare tranquillità a chi ti sta intorno». Come diceva una vecchia vignetta di Charlie Brown, la felicità è una scelta quotidiana: non la trovi in assenza di problemi, la trovi nonostante i problemi. Sheeran ce li avrà come tutti ma poi arriva la musica con cui fare autoanalisi. In X, ad esempio, ci sono ballate come Photograph (nata in una stanza d'hotel in Kansas durante il tour con gli Snow Patrol nel maggio 2012) in cui il doloroso amore a distanza viene curato da una foto da tenere nei jeans. «L'amore - canta Sheeran - può essere duro, ma è l'unica cosa che ti fa sentire vivo». Nella tracklist di 10 brani c'è anche Afire Love, brano dance dalle sinuose movenze spinto da un evidente charleston in sedicesimi, nel quale Sheeran racconta la perdita dell'amato nonno, lo scorso Natale: «É sempre stato l'eroe della famiglia, e anche il più figo. Soffriva di Alzheimer, ho buttato giù i primi accordi della canzone solo due settimane prima che morisse».

E c'è poi un lento soul come Thinking Out Loud che il nostro dichiara ispirato dalla musica di Van Morrison, ma che invece deve moltissimo (e si ricorre a un understatement...) a Let's Get It On di Marvin Gaye. D'accordo, Jim Jarmusch una volta disse: «Nulla è originale. Ruba pure da ciò che fa risuonare la tua ispirazione o che dà benzina alla tua immaginazione». Detto, fatto. E quando fra le curve di Don't, secondo singolo tratto dall'album nuovo dopo Sing (prodotto da Pharrell Williams) spuntano alcune strofe rap la risposta di Sheeran è diretta: «Nel mio iPod il 90% della musica è musica rap. Quando devi raccontare una storia, il rap ti serve ad andare dritto al sodo. Ciò che hai solo suggerito tra le strofe, col rap subisce un'accelerazione». E a proposito di andare al sodo, a chi gli chiede perché, pur essendo popstar, sulle pagine di gossip non ci finisca mai, l'hobbit color carota serve la seguente risposta: «Perché non amo le supermodel, perché le supermodel non cercano me e soprattutto perché non sono più sul mercato, ho una fidanzata».