In via Asiago l'addio a Boncompagni

Per ricordare Gianni Boncompagni, storico conduttore e autore tv scomparso domenica, il gotha dello spettacolo si è riunito ieri nella sede di Radio Rai in via Asiago

Roma Geniaccio, inventore, unico. Per ricordare Gianni Boncompagni, storico conduttore e autore tv scomparso domenica, il gotha dello spettacolo si è riunito ieri nella sede di Radio Rai in via Asiago. Nel luogo dove nacque Bandiera Gialla è stata allestita la camera ardente e la lista delle personalità andate a rendere omaggio a Boncompagni è lunghissima: presenti Gianni Bisiach, Nino Frassica, Maurizio Ferrini, Claudia Gerini, Michele Mirabella, Marisa Laurito, Enrico Mentana, Raffaella Carrà. Ma non solo: c'erano anche Enrica Bonaccorti, Paolo De Andreis, il direttore del Tg5 Clemente Mimun, Bruno Vespa, l'ex numero 1 del Tg3 Andrea Vianello, Alba Parietti, Gegè Telesforo, le sorelle Boccoli, Pino Insegno e un commosso gruppo di altre ex ragazze di Non è la Rai. In prima fila vicino alla figlia Barbara Renzo Arbore, compagno professionale fin dall'esordio in radio di Boncompagni: «Io e Gianni abbiamo passato una vita a ridere all'insegna della leggerezza. Ha inventato la regia moderna, ha illuminato la televisione in una maniera straordinaria ha portato l'allegria e i primi piani. Merita un riconoscimento perché è stato un inventore, oggi ci sono tanti amministratori». Per oltre dieci anni compagna di vita di Boncompagni è stata la Carrà, oggi visibilmente commossa in via Asiago: «Mi porterò dietro l'uomo. Gianni se n'è andato piano piano, abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all'ultimo».

Tra le «creature» artistiche di Boncompagni spicca Ambra Angiolini. T-shirt e occhiali scuri, l'attrice nata con Non è la Rai davanti alle telecamere pronuncia solo poche e sofferte parole: «Scusate, non riesco a parlare». Dopo la camera ardente è andato in scena l'ultimo saluto con una cerimonia laica.