Audiradio, l'exit poll dell'etere

Nella prossima puntata della versione radiofonica di Sulla cresta dell’onda - in onda durante il Comunicattivo di Radiouno - ci occuperemo di Audiradio, che è la società che monitora gli ascolti radiofonici ogni sei mesi, con lo scopo principale di fornire alle concessionarie di pubblicità e agli inserzionisti i numeri, i dati e il target a cui riferirsi. E lo scopo secondario di offrire ai direttori delle radio elementi di giubilo, di depressione o di sottili distinguo nel commentare i dati. Poi, c’è un terzo scopo, che però riguarda solo il gruppo Repubblica-L’espresso, che può contare su tre radio. Cosicché ogni volta che arrivano i dati, sui mezzi del gruppo e, in particolare, su Repubblica, può uscire un articolo eternamente uguale a se stesso, con un titolo eternamente uguale a se stesso: «Deejay prima (fra le private), Capital cresce, M2O si afferma fra i giovani».
Abbiamo deciso di occuparci di Audiradio fondamentalmente per due motivi. Il primo è che sono usciti proprio nei giorni scorsi i dati relativi al secondo semestre 2006, che vedono nella top ten: Rai Radiouno; Radio Deejay; Rai Radiodue; Rtl 102,5; Rds Radio dimensione suono; Radio 105 Network; Radio Italia Solo Musica italiana; Radio Capital; Rmc Radio Montecarlo e Radio Kiss Kiss. Fin qui la classifica. Il commento principale, che ci riempie di gioia, è che sono dati in cui crescono tutti o quasi e quindi evidenziano uno stato di grazia e di ottima salute dell’emittenza italiana, che conferma ogni giorno di più la superiorità della radio su una televisione in grave crisi di idee. E così esulta Radio 24 per il suo più 12,2 per cento; esulta Kiss Kiss forte di un più 27,23 per cento; festeggia Radiotre Rai con un più 1,4 per cento; mostra i muscoli il gigante Radiouno Rai che consolida il suo primato con un 6,6 per cento in più che la fa balzare a 6 milioni 762mila spettatori sul giorno medio; fa scoppiare i tric-a-trac dialettici Radiodue Rai con un più 35,9 per cento, risultato straordinario dovuto soprattutto al boom di Fiorello, che la porta a un’incollatura dal secondo posto di Deejay; fa i salti di gioia Rds con il suo più dieci per cento; sale Isoradio con un più 4,5 per cento; prende un più 21,6 per cento Rtl 102,5... Ma il dato più significativo dell’analisi del secondo semestre 2006 è quello relativo non a una radio, ma alla radio, ascoltata ogni giorno da 38milioni 247mila persone, uno in più rispetto al 2005. Insomma, più radio per tutti.
Il secondo motivo per cui abbiamo scelto di parlare di Audiradio nelle due versioni di Sulla cresta dell’onda, cartacea e radiofonica, è quella che ci piace stare dalla parte dei deboli. E, con tutto l’amore che vogliamo alla società ben guidata da Felice Lioy, Audiradio è un po’ il parente povero, quello del ramo cadetto, rispetto a un gigante come l’Auditel. I monitoraggi sulla televisione sono scientifici con macchinette terribili che non si lasciano sfuggire mezzo telespettatore, quelli di Audiradio ricordano i sondaggi anni Settanta: «Ma lei ascolta la radio? Quale? Dove? Come?». Ovviamente scherzo e la scientificità di Audiradio è reale. Ma, in fondo, sta all’Auditel come gli exit poll stanno ai dati elettorali della Cassazione.

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