Avanti pop, ecco chi si gioca l’Olimpiade del tormentone

In estate, puntuale come le tasse, scatta la corsa ai tormentoni, alle canzoni che faranno da colonna sonora (spesso invadente) alle nostre vacanze. E visto che le tasse sono aumentate, anche i brani che ambiscono a «hit dell’estate» sono sempre di più. Anche perché tendono a sfruttare l’onda lunga delle Olimpiadi di Londra, come sta già facendo la Coca Cola con Anywhere In the World di Mark Ronson e Katy B, inno dei Giochi, o come fanno I Moderni che - in collaborazione con i rapper brianzoli Two Fingers - incrociano rap e hip hop nella furba L’estate si balla, colonna sonora di una rubrica di Obiettivo Londra 2012, il programma in onda al giovedì su Sky Sport 2HD. Il tormentone di solito è un brano senza pretese che entra nelle classifiche e non ti esce più dalla testa ma ha origini nobili. Fu lo scrittore maledetto Boris Vian a scrivere nel 1957 Le tube (che significa «il tormentone») per il grande Henri Salvador, dicendo poi: «Tenuto conto della moda e di un editore deciso a giocare alla canzone come alla Borsa, è possibile creare di ogni brano, a freddo, un hit».
Eppure non è facile trasformare queste canzoncine in megasuccessi. La massima qualità di un tormentone è quella di non averne troppa. Però quest’anno ci sono brani di qualità che, legandosi a noti spot pubblicitari, spopolano in radio e nelle classifiche; così, pur non essendo una novità, Drive By dei Train (campagna televisiva della Wind) è un martello pneumatico, con più di 2 milioni e mezzo di singoli digitali scaricati, e duella con la scanzonata We Are Young dei Fun in coppia con Janelle Monae e con Payphone dei Maroon 5 insieme a Wiz Khalifa.
In questa stagione i duetti hanno un particolare appeal, anche quelli tra una band e un solista come Summer Paradise dei Simple Plan con Sean Paul e la più rockeggiante Princess of China della corazzata Coldplay più Rihanna. Vanno forte poi il dee jay inglese Calvin Harris in coppia con Ne-Yo in Let’s Go (non a caso spot della Pepsi) così come l’accoppiata «disco» Jennifer Lopez & Pittbull in Dance Again, mentre la sfida tra brani dance vede in corsa Ma cherie di DJ Antoine e The Beat Shakers e Turn Me On del pluridecorato David Guetta insieme a Nicki Minaj.
Se da qualche mese impazza una versione moderna del classico di Nancy Sinatra These Boots Are Made For Walking (che era la colonna sonora dello spot Wind prima dei Train) l’autore tv e paroliere Peppi Nocera impazza in rete con l’antico successo di Francois Hardy Il pretesto (versione italiana di Comment te dire adieu il cui motivetto diceva: «Non sarà un pretesto per pietà/sai che io detesto falsità/dammi un fazzoletto se tu vuoi finirla tra di noi»), sostenuto da un video con le coreografie della figlia di Mina e con ospiti come Nicola Savino, La Pina, Paola (senza Chiara) e Syria. Tra gli italiani è esploso in questi giorni Checco Zalone con La cacada che, sul tema delle tasse e qualche doppiosenso, potrebbe diventare un classico estivo, ma in lizza ci sono i soliti asso pigliatutto Emma Marrone (con Cercavo amore in vetta alla classifica dei singoli più scaricati) e Alessandra Amoroso (Ciao è il brano più venduto su ITunes) o i Modà insieme a Jarabe de Palo la cui Come un pittore è a pieno diritto un «tormentone primaverile», così come brani più cantautorali come Tu mi porti su di Giorgia e Jovanotti, Il comico (Sai che risate) di Cesare Cremonini, Ora il mondo è perfetto dei Planet Funk con Giuliano Sangiorgi o anche un paio di brani dall’ultimo album di Biagio Antonacci con chiari riferimenti al mare e alla spiaggia e melodie particolarmente orecchiabili come Non vivo più senza te.
Tanti nomi abbiamo lasciato indietro (tra cui Shakira che va fortissimo col suo Addicted to You così come Cheryl Cole, Katy Perry, Wiz Khalifa, Kelly Clarkson eccetera) e dimenticato, tanti esploderanno durante l’estate e noi li ascolteremo tutti ballando o battendo il piedino (anche gli snob della musica) perché, come disse Fellini: «Se alla fine della nostra vita ci fosse concesso di dire qualcosa, se fossimo davvero sinceri canteremmo una canzonetta come riassunto di un’esistenza».