B movie senza pretese per il "gorillone"

di Jordan Vogt-Roberts con Tom Hiddleston, Brie Larson, Samuel L. Jackson, John Goodman

La televisione è percepita come il mezzo di evasione più pratico e immediato. Ci si siede sul divano e, come si suol dire, si «stacca il cervello», per rilassarsi, lasciandosi «travolgere» dalle immagini del piccolo schermo, abbassando le difese. Non a caso, attraverso le serie tv, i Democratici hanno rivoluzionato la cultura americana, imponendo i propri valori, prima negli Usa e poi nel resto del mondo. Tutto questo cosa ha a che vedere con questo Kong? Per il fatto che il miglior modo di godersi la proiezione del film è quello di «scollegare» la mente, «subire le immagini», tornare un po' bambini. Non a caso, dirige Jordan Vogt-Roberts, uno che ha un passato come autore televisivo. Perché se iniziate a farvi domande sulla sceneggiatura, beh qui vi trovate di fronte ad una delle pellicole peggio scritte della storia, piena di incongruenze (soprattutto militari), con personaggi trasformati in figurine, senza un minimo spessore, storia, pathos. Sono lì come merce di scambio per l'intrattenimento, comparse per alimentare gli esseri mostruosi che li faranno fuori, a turno, nei modi più disparati e divertenti (uno viene impalato dalla zampa di un ragno gigante). La trama è pretestuosa e banale. Siamo nel '73, la guerra in Vietnam è quasi finita (evidenti i continui messaggi pacifisti) e una sezione del governo americano va in missione per scoprire cosa si celi in una misteriosa, quanto meravigliosa, isola del sud Pacifico, a forma di teschio. Con loro, anche uomini dell'esercito Usa, un avventuriero e una fotografa. Dopo pochi minuti, compare subito Kong che abbatte gli elicotteri costringendo i sopravvissuti ad una sorta di «Odissea», tra animali mostruosi, per raggiungere un punto da dove fuggire. Il gorillone dal viso sempre incavolato (avrà letto la sceneggiatura?), in realtà, adorato dalla muta popolazione locale dove è ospitato anche un soldato della Seconda Guerra Mondiale, sorveglia sul manipolo di sprovveduti. Ovvero, ogni due per tre, si scontra con piovre, ragni e via dicendo. Che è poi il motivo per cui si va a vedere un film del genere. Un onesto B movie che diverte durante la visione, ma del quale ci si scorda dopo appena cinque minuti dall'uscita dalla sala.