Bach e la (favolosa) evoluzione dell'organo

Qualcuno magari lo pensa ancora «relegato» al sacro. O nella migliore delle ipotesi a fare da tappeto sonoro al gospel; la mente può volare anche ai suoi «cugini», ovvero synth e dintorni. Invece, anche nel suo essere «tradizionale», il suo mondo si è allargato e parecchio. Ora conta su vere e proprie kermesse, seguito da schiere di appassionati. Si sarà capito, parliamo dell'organo. A cui da sabato è dedicato un festival capitolino giunto alla terza edizione al Conservatorio Santa Cecilia (info: http://www.060608.it/it/eventi-e-spettacoli/musica/un-organo-per-roma-3a-edizione.html) con la partecipazione del compositore-presidente Michele Dall'Ongaro. Già, l'organo: non solo musica. Quante storie e curiosità. Intanto la sua comparsa nel 275 a.c ad Alessandria d'Egitto; attraverso circa 2300 anni è passato sotto le più diverse mani, dal virtuoso secentesco Couperin al progressive Wakeman. Lo strumento ha primati e immaginario: il modello più grande si trova ad Atlantic City, negli Usa. Fa bella figura al cinema, eccolo suonato dal capitano Nemo sul sommergibile Nautilus nel film Ventimila leghe sotto i mari. Nella letteratura fa capolino nel romanzo Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, in un capitolo dove l'organista del paese si cimenta con brani dell'Aida. Ma anche il teatro vuole la sua parte e lo strumento in Inghilterra è conosciuto come «cinema organ», usato per accompagnare show e varie pellicole del genere muto. Il più grande organista al servizio di Dio. Un sol nome: Bach.