«Dopo Ballando con le stelle ora mi dedico al teatro»

Nino Spirlì

Non controlla le pause: le domina. Con antica sensuale maestria, padroneggia i silenzi e le argentine esuberanze del racconto. Mentre dice di sé, ti penetra quanto la lama della passione e ti sconvolge ogni naturale caos interiore. Giusy Versace non è una donna noiosamente qualsiasi, di quelle che incontri nei corridoi del Palazzo, o ai convegni sull'essere donna, o nelle aulemagne delle baronie universitarie. Questa Femmina d'altri orizzonti sa di giardini primordiali, di frutti rubati, di perfidi diabolici serpi tentatori. «Per una donna le gambe rappresentano molto dal punto di vista della femminilità. Aprire un guardaroba e dover rinunciare, di colpo, a tante cose, dalle minigonne ai tacchi alti, è stato decisamente un momento impegnativo per una donna. E riuscire, oggi, a distanza di qualche anno, ad indossarli di nuovo è, per me, un piacere ritrovato. Riesco anche a ballarci e chiedo spesso al mio tecnico di taroccarmi le caviglie e aggiustare le inclinazioni per poter osare un tacco sempre più alto. Ed è stata proprio la partecipazione a Ballando con le Stelle, il mio momento OFF più significativo. Non avrei mai pensato di poter anche solo partecipare, dopo l'incidente, ad una gara di ballo e, alla fine, perfino vincerla. Indossare un meraviglioso paio di gambe da ballo, come fossero scarpette da danza, ma col tacco altissimo, e volare nell'aria a inseguire le note musicali. OFF OFF OFF!!! » E ride. E ride anche quando le chiedo come si senta, in questi giorni di prove, sapendo che mancano poco meno di due settimane al suo debutto come attrice teatrale. «Mi tremano le gambe che non ho!».Ed esplode un'altra risata argentina E ti annichilisce la densità della risata. Solo Maria Callas riusciva a farmi confusamente innamorare così profondamente. E l'imperfetto è al posto giusto. E, mentre ci diamo appuntamento al Teatro Manzoni di Milano per il prossimo 14 giugno, quando, con la regia di Edoardo Sylos Labini, andrà in scena con lo spettacolo tratto dal suo libro autobiografico Con la testa e con il cuore si va ovunque, mi abbandono con un sorriso necessariamente autoironico all'impossibile sogno del miracolo della mia eteroriconversione.