Ballerini senza coreografia La Scala rischia un altro flop

Dopo di me, il diluvio. Che sia questo il pensiero di Stéphane Lissner, sovrintendente e direttore artistico della Scala di Milano in uscita? La Traviata è andata come è andata, cioè male. Diviso il pubblico, che ha fischiato sonoramente il regista Dmitri Tcherniakov, convintamente il tenore polacco Piotr Beczala e blandamente il maestro Daniele Gatti. Concorde invece la critica: spettacolo pretenzioso e indegno del bicentenario di Giuseppe Verdi. Soddisfatto comunque Lissner, convinto che la protesta sia figlia dei soliti «talebani» tradizionalisti, incapaci di intendere le innovazioni.
La contestazione della serata di Sant'Ambrogio deve essere suonato come un campanello d'allarme per molti. Senz'altro per il Corpo di ballo atteso martedì prossimo al debutto con lo spettacolo Serata Ratmansky, che inaugura la stagione di danza del teatro milanese. Ieri infatti, a due giorni dall'anteprima per i giovani, le agenzie hanno diffuso un singolare comunicato firmato dalla rappresentanza sindacale del Corpo stesso. La solita minaccia di sciopero? Per niente. Il significato, in breve, è questo: se lo spettacolo va male non venite a lamentarvi con noi. Ma leggiamo la insolita nota di dissociazione dal proprio show. Il corpo di ballo «si solleva completamente dalla responsabilità di eventuali problematiche che potrebbero insorgere durante gli spettacoli». Come mai? Colpa delle «inefficienze organizzative nella programmazione del lavoro che sempre più mettono a rischio la resa e la qualità degli spettacoli». Segue canonico paragrafo sulle condizioni di lavoro «al limite della sostenibilità». Ed ecco quale sarebbe «la problematica»: «a un giorno dalla prova generale il montaggio della coreografia non è ancora concluso. Mentre da un lato, infatti, mancano ancora delle parti da creare, dall'altro - prosegue il comunicato - si è arrivati a malapena ad appiccicare i passi in qualche modo» con «continui cambiamenti di programma, sia per gli orari che per gli spostamenti dalla scena alla sala e viceversa». Di conseguenza «il primo cast risulta pronto a stento, le coperture o i secondi cast, addirittura non hanno idea della coreografia, non hanno ancora avuto modo di imparare i passi perché, sempre impegnati in altre prove». Altro fatto «grave», sarebbe saltata la prima prova d'insieme con l'orchestra. Conclusione: «Per sopperire a tutte queste mancanze - prosegue la nota -, i ballerini hanno fatto tutto il possibile dando una grandissima disponibilità e flessibilità, lavorando nei giorni festivi e di riposo e provando autonomamente quando possibile nelle sale rese libere». L'eventualità che la serata possa essere soddisfacente è giudicata «miracolosa». Speriamo nel miracolo. Di certo il nuovo sovrintendente Alexander Pereira, in carica da ottobre 2014, dovrà fare uno sforzo titanico per raddrizzare la rotta di una barca che dà l'impressione di andare alla deriva.