Baron Cohen: «Me ne vado dal film sui Queen»

Sacha Baron Cohen è stato l'ultimo ospite internazionale del Giffoni Film Festival che si è chiuso ieri. Cohen, conosciuto al grande pubblico per il demenziale Borat, il dittatore e reduce dal successo di Les miserables, è arrivato alla Cittadella del Cinema per incontrare e rispondere alle domande dei giovani giurati della quarantaquattresima edizione della rassegna. Prima dell'incontro coi ragazzi ha tenuto una breve conferenza stampa in cui la curiosità dei cronisti si è soffermata sul film sui Queen in cui Cohen dovrebbe interpretare Freddie Mercury. «Quello che posso dire è che sono un grande fan dei Queen e quindi spero che ne possa ancora venire fuori un bel film, mi auguro che sia cosi», risponde in maniera sibillina dopo l'abbandono del set del biopic su Freddie Mercury per divergenze artistiche con Brian May e soci. Alla domanda su come è andata con il film di Freddie Mercury, è seguito un momento di imbarazzo; uno dello staff di Cohen è intervenuto dicendo: «niente domande su questo argomento», ma dopo la protesta dei cronisti in sala Sacha risponde senza approfondire. E alla domanda se ora si andrà avanti con un suo progetto su Mercury, l'attore dichiara: «No, non sono un produttore». Il Festival di Giffoni s'è concluso un'altra volta con un grnade successo. «Lo sapevo che mi dovevo arrendere a numeri incredibili». Claudio Gubitosi, ideatore e direttore del Festival, commenta con grande emozione il successo della 43esima edizione e annuncia i progetti per il futuro tra i quali una fondazione. «Qui a Giffoni non abusiamo della parola emozioni - spiega -; l'entusiasmo dei ragazzi ci conforta, ci dà uno spaccato anche della solitudine che vivono e che qui affrontano con la voglia di stare insieme. La qualità dei film è stata eccellente, i ragazzi devono ritrovarsi sullo schermo, devono riflettere.