Baustelle, pop d'autore

Il bello dei Baustelle è che sanno ancora sorprendere. Dopo il complicato disco Fantasma con tanto di orchestra, ora restano complicati ma diventano pop. Senza pregiudizi. Senza pudori chic. In dodici canzoni riassemblano il genoma pop degli anni '70 e '80 e lo stratificano. Per spiegarci, ascoltando il disco L'amore e la violenza si può anche non capire le citazioni di De Gregori nella conclusiva Ragazzina o di Battiato ne Il vangelo di Giovanni e, forse, ci si può chiedere perché una canzone intitolata Amanda Lear non parli di Amanda Lear neanche un po'. Perciò, a ogni livello di lettura, questo disco appare complicatamente semplice o semplicemente difficile. Ma comunque fascinoso (e con una Rachele Bastreghi mai così creativa e credibile).