Beatles, miti da sfatare: selfie, droga LSD, extraterrestri e sosia

Il sito americano NME svela la verità sui più celebri miti riguardanti i Beatles: "Lucy in the Sky with Diamonds" non ha nulla a che fare con l'LSD

A pochi giorni dal 50esimo anniversario dalla pubblicazione di "Help!", uno dei dischi capolavoro dei Beatles, il sito americano specializzato in musica NME prova a sfatare, o comunque a porre una parola definitiva, su alcuni celebri "miti" che hanno a che fare con il quartetto di Liverpool. Il primo è forse quello più diffuso al giorno d'oggi: Paul McCartney rimasto ucciso in un incidente stradale nel 1967 e poi sostituito da un sosia. Improbabile, ma non per tutti: di sicuro il "sosia di Paul McCartney" ha un enorme senso dell'umorismo visto che nel 1993 ha pubblicato un album dal titolo "Paul is Live". Un'altra credenza riguarda l'uomo sullo sfondo nella copertina di "Abbey Road", quella con i quattro Beatles che camminano sulle strisce pedonali: sono in molti a essere convinti che quel signore sia un 92enne che non ha mai sentito l'album di cui è "protagonista". La verità è che non si sa nulla su quell'uomo, che molto probabilmente era un semplice passante al posto giusto nel momento giusto.

Un altro mito molto popolare riguarda uno dei loro brani più noti, "Lucy in the Sky with Diamonds". In tanti sostengono si tratti di un inno alla droga LSD - basti vedere le iniziali delle parole del titolo - ma quando venne chiesta conferma a John Lennon lui si limitò a rispondere: «Non ci avevo mai pensato, voglio dire, chi si prende la briga di andare a vedere le iniziali del titolo di una canzone?». A proposito di Lennon, la sua strana connessione al numero 9: nato il 9 ottobre, visse in Newcastle Road al numero 9, rimase nei Beatles per 9 anni e morì nella 9th Avenue di New York. Qui il punto va ai complottisti, lo stesso John ha sempre ammesso che le coincidenze erano molto strane.

NME ci rivela inoltre che Lennon non ha mai detto che Ringo Starr non è stato il miglior batterista dei Beatles. I miti sui batteristi non finiscono qui: il primo batterista dei Beatles, Pete Best, non fu licenziato perché - come pensano molti - "esteticamente più bello" di Paul McCartney, ma per via di dissidi con il manager Brian Epstein. Certamente è più divertente e originale l'altra ipotesi, bisogna ammetterlo, ma non è giusta. E "Yesterday" non è stata ispirata da un sogno di "Macca": o meglio, lo è stato parzialmente, perché in prima battuta il brano si intitolava "Scrambled Eggs", ossia un ben poco poetico e per nulla rock "Uova strapazzate".

Mito più "di costume": è opinione condivisa da molti quella che vuole Paul inventore dei selfie. Chi crede ciò, probabilmente non sa che i primi selfie - l'autoscatto col braccio teso in avanti a reggere la macchina fotografica - risalgono agli inizi del ventesimo secolo. E no, all'epoca Paul McCartney non era nato. Un mito parziale e più tecnico, invece, è quello secondo cui i Beatles hanno inventato il feedback acustico [il rumore stridente che si verifica quando un microfono o una chitarra è troppo vicino all'altoparlante che emette i suoni captati dal microfono stesso, ndr]: sì, loro furono i primi a metterlo su un vinile, ma i primi a utilizzarli dal vivo furono Kinks e Who.

Vero è, invece, che Richard Nixon faceva "controllare da vicino" John Lennon, accusandolo di essere comunista: lo hanno rivelato documenti pubblicati nel 2007. Decisamente falso, invece, è che Mark Chapman, l'assassino di John Lennon, ha subito un lavaggio del cervello per prendersi la responsabilità del reato. NME, infine, smentisce anche tutte le teorie secondo cui John Lennon avrebbe incontrato un extraterrestre: non ha presentato alcuna prova, a riguardo, probabilmente stavolta non ce n'è davvero bisogno.