Beppe Vessicchio: "Il palco mi imbarazza".

È una delle celebrità del Festival. I suoi fan lo hanno atteso con ansia dalla prima puntata

È una delle star più amate di Sanremo. Beppe Vessicchio non ha mai cercato popolarità e confessa di sentirsi a suo agio solo quando non è osservato.

Raggiunto dal giornalista de Il Fatto Quotidiano, il maestro d'orchestra ha fatto alcune confessioni inaspettate sul suo conto. La sua popolarità, a differenza di quanto molti credono, non è ricercata, ma è venuta da sé forse perché ha "sempre avuto interesse solo per la musica, senza mai cedere ad altre sirene della televisione". Il maestro prosegue l'intervista raccontando il suo imbarazzo nello stare sul palcoscenico. "In generale m'imbarazzo. La prima volta a Sanremo, sono entrato e mi sono messo al mio posto. Mentre davo le spalle al pubblico, ero tranquillo, quando mi hanno annunciato, mi sono girato verso il pubblico e ha iniziato a battermi il cuore fortissimo. Mi sono rigirato e tutto è tornato a posto".

Vessicchio, da qualche anno, dirige un'orchestra di undici persone. Stare davanti a loro e al pubblico è assolutamente imbarazzante per lui. "Un giorno - spiega il maestro - ho preso una sedia e mi sono seduto in mezzo ai miei colleghi". Questa soluzione lo fa stare tranquillo e soprattutto non si sente gli occhi puntati addosso. Durante l'intervista, ha anche raccontato dei cambiamenti del Festival dal 1990 (il primo anno in cui ha partecipato) a oggi. "Prima era il Festival dei discografici, la televisione trasmetteva un evento che era pensato per le case discografiche. Oggi la televisione produce spettacolo, le case discografiche sono pagate dalla televisione. C'è una quota, se non sbaglio tra i 40 e i 50mila euro per i big, la tv compra la partecipazione. E decide le regole".

Vessicchio conclude l'intervista spiegando che in televisione "tutti vogliono andare sul sicuro perché l'esito di un programma è determinante per poterne fare un altro". Questo spesso va a scapito della musica. Ma in questa usanza comune, c'è un'eccezione: Pippo Buado. Infatti, è stato proprio Pippo Baudo a portare per la prima volta sul palco dell'Ariston Elio e le Storie Tese, un genere di musicale "lontanissimo da quello di Sanremo". "Non avevano nemmeno la casa discografica, gliela scelse Baudo".