Bidoli e Canino in cerca dell'«Anima italiana»

Attraverso il cannocchiale, Alessio Bidoli e il pianista-accompagnatore per antonomasia, Bruno Canino, ci invitano a scovare l'Anima italiana (Sony) fra brevi pezzi per violino e pianoforte. Storia e geografia (fra fine '800 e le due guerre) di musicisti che riportarono al centro dell'interesse, nel Paese del melodramma, la musica strumentale. Così, in ordine di locandina, si passa dal piccante virtuosismo della Calabrese di Antonio Bazzini alla barcarolante maniera veneziana della Gondoliera di Giovanni Sgambati; dalla piemontesità di Leone Sinigaglia alla Sicilia metafisica e pirandelliana della Giara di Alfredo Casella, dalla luce adriatica del notturno di Mario Castelnuovo Tedesco alla tenerezza laziale della ninna nanna di Goffredo Petrassi, agli estri raveliani del seducente Preludio, Aria e Tarantella di Mario Pilati. Brani idiomatici per il violino e indicatori di una linea musicale troppo sbrigativamente cancellata nel secondo dopoguerra con epiteti tombali (folcloristica, strapaesana). Una storia italiana alta, ribadita dalle immagini in bianco e nero di Gabriele Basilico che accompagnano le note informate e poetiche di Alberto Cantù e Alessandro Turba: Piazza S. Marco senza folla, tavolini e piccioni, il colonnato e la basilica di S. Francesco di Paola di Napoli che abbracciano una Piazza del Plebiscito magicamente silenziosa, gli ermi colli di Recanati, il Vesuvio fra caligini e cementi urbani, il vortice di cemento armato della Madonna delle lacrime che sale al cielo accanto alle necropoli di Siracusa. Musica, architettura, paesaggio: antidoti contro la barbarie.