La Bisset: «Abel Ferrara? È selvaggio come il film sul caso Strauss Kahn»

«Il cibo rende ottimi attori, non sto scherzando, ho sempre pensato che quello che si mangia ti dà o ti toglie energia. E poi nelle pause del set se si ha tempo ci si conosce e si riesce a fare squadra, e a me piace fare gruppo». L'attrice, che ha ricevuto il premio alla carriera al festival di Locarno, si presenta, a 68 anni, ancora grintosa. Nel lungo colloquio l'attrice annuncia che «vorrebbe lavorare con Javier Bardem e Charlotte Rampling». Parlando dei cineasti della sua lunga filmografia, una novantina di ruoli, ha rievocato l'incontro choc con il regista Roman Polanski che per Cul de sac la fece dimagrire «con iniezioni di vaccino di vacca incinta». Truffaut? «Beh, era una leggenda, affettuoso, cercava di capire gli attori». Chabrol? «Detestava la borghesia nonostante ne facesse parte e infatti nel film in cui mi ha fatto fare una borghese mi ha ucciso, con lui mi sentii a disagio». Cukor? «Mi ha insegnato l'importanza del linguaggio del corpo, ma pretendeva una recitazione molto veloce». Houston? «Era un gentiluomo ma un machista». Abel Ferrara, con cui ha girato il film ispirato alla storia dell'ex direttore generale del Fondo monetario internazionale Strauss Kahn: «Un selvaggio».