«Il Blues», la rivista che non ti aspetti

Il blues, si sa, da noi è una musica di nicchia (anche se si toglie le sue soddisfazioni con personaggi come Fabio Treves o Fabrizio Poggi), ma se uno vuole un'informazione completa su uscite discografiche, concerti, storie di artisti e di stili, a parte gli spazi dedicati dalle riviste musicali deve obbligatoriamente rivolgersi al trimestrale Il Blues. La rivista è stata inventata e fondata nel 1982 da Marino Grandi, purista e studioso di blues che ha conosciuto leggende come Johnny Shines e Lightnin' Hopkins, seguito dal figlio Davide e dalla moglie Luciana con una schiera di appassionati collaboratori. Grandi non ha mai pubblicizzato più di tanto Il Blues, una rivista completa ed esaustiva che ha segnato per trent'anni le vicende del blues moderno raccontandone anche la storia passata. Per trent'anni, già, perché del 2013 il giornale non è più cartaceo ma è solo in versione online per abbonamento. C'è il portale ilblues.org, aggiornato tutti i giorni, e il sito ilbluesmagazine.it che comprende la rivista. «Andando in Internet ci sono vantaggi e svantaggi - racconta Davide Grandi -; tra i primi c'è quello di non avere limiti di spazio, tra i secondi c'è la poca dimestichezza con la tecnologia di molti lettori di una certa età, affezionati del blues». La rivista però è scaricabile in pdf, quindi stampabile su carta, come molti fanno. Il direttore e i suoi seguaci sono inflessibili anche sulla pubblicità: poca e legata al blues, ovvero dischi, concerti, tournée trovano spazio pubblicitario. E ora c'è anche un canale youtube dove scaricare in anteprima video di leggende come Jimmy «Duck» Holmes.