Bond compie 50 anni e svela un segreto: la bellezza nascosta delle sue Girls

Solitaire, nella realtà, amava i nemici di 007; Carole Bouquet avrebbe preferito essere Sophie Marceau; per Octopussy "meglio essere uccisa da Sean Connery che baciata da Roger Moore". Le voci italiane delle donne più belle di 007 festeggiano il compleanno dell’agente più famoso del mondo

Bond compie 50 anni e non è mai stato così giovane. Merito (anche...) delle Bond Girls, 50 in 23 film, che buone o cattive, forti o fragili, nordiche o mediterranee, hanno scandito ad ogni avventura un diverso ideale di bellezza femminile. Abbiamo scelte le dieci più amate (più Miss Moneypenny...) e scoperto di loro un lato bellissimo e nascosto: la voce italiana. Insospettabile.

FIORELLA BETTI
(Solitaire - Jane Seymour «Vivi e lascia morire»
Vergine e inaccessibile (ma non per Bond...) la bellissima sacerdotessa vudù che indovina il futuro, ha la voce di Fiorella Betti, romana, scomparsa nel 2001 a 74 anni, che, come un vero agente segreto, aveva in realtà un altro nome: Delia Petti. Tenera e carina come Jane Seymour, Fiorella, il timbro giovane più bello degli anni ’50, aveva due caratteristiche che non ti aspetti: recitava nei fotoromanzi, dove la parola diventa silenzioso fumetto, e più che di Bond nella vita era innamorata di Giulio Panicali. Che era la voce del Dottor No e di Blofeld, i boss della Spectre nemici giurati di 007.

ELEONORA DE ANGELIS
(Vesper Lynd – Eva Green «Casino Royale 2006»)
Indecifrabile come una combinazione segreta, complessa come un’operazione impossibile, bella come nessuna Vesper Lynd è l’unica Girl che fa innamorare Bond (e forse per questo si suicida...). Eleonora De Angelis che è stata anche Angelina Jolie nel «Collezionista di ossa» e Jennifer Aniston in «Friends», ama il suo alter ego: «Mi piace Vesper perchè è diversa dalle altre: è l’amore perduto che cambia per sempre 007: la sua sofferenza si distacca dal clichè della Bond girls. Mi ha coinvolto talmente che la scena più emozionante che ho vissuto è stata la sua morte negli abissi del mare. Dove non ho detto una parola...»

ROSETTA CALAVETTA
(Pussy Galore - Honor Blackman «Goldfinger»)
Il suo nome, cercando di non essere volgari, vuol dire «gnocca esagerata», la sua specialità, oltre a pilotare aerei, è, manco a dirlo, il corpo a corpo. Resiste (per un po’) al fascino di Connery, poi fa la fine di tutte. A farla bellissima, oltre allo sguardo, è la voce di Marilyn Monroe: che era di Rosetta Calavetta, palermitana, scomparsa nel 1993 a 75 anni, nella realtà più algida, come donna, che Galore. A Bond però sarebbe piaciuta la sua classe: sempre elegantissima, i capelli ordinati dai boccoli, recitava in guanti bianchi e leggeva sempre un libro tra un doppiaggio all’altro. Che fosse per caso Ian Fleming?...

PAILA PAVESE
(Octopussy - Maud Adams («Octopussy»)
La contrabbandiera dagli occhi celesti e la vestaglia bianca aperta sulle gambe infinite regna su un esercito di guerriere in un’isola che pare il paradiso. Paila Pavese figlia del mitico Nino e nipote di Luigi, la sua voce super sexy l’ha prestata anche a Jessica Rabbit. E adora i colpi di scena: «In Octopussy il mio 007 era Roger Moore, ma Sean Connery è il più bello del mondo anche ora che ha ottant’anni. Forse per questo mi ricordo di più Fatima Blush che interpretavo in Mai dire mai. Si è vero Sean mi ha fatta fuori con un colpo di pistola. Ma che volete: meglio essere uccisa da Connery che baciata da Moore...»

CINZIA DE CAROLIS
(Xenia Zaragevna Onatopp - Famke Jannsen «Goldeneye»)
Toglie il fiato e non solo per la bellezza. Una vedova nera che uccide gli amanti soffocandoli nel letto, nel pieno dell’orgasmo, con un paio di cosce che sembrano una tenaglia. Violenta e spietata, cioè tutto il contrario di Cinzia De Carolis, che bambina prodigio intenerì l’Italia degli anni Sessanta con Anna dei Miracoli: «Già, mi è toccata la più carogna delle Girls: per fortuna che il personaggio, una volta interpretato, mi scivola via. Dite che ho baciato Bond? Si, forse un paio di volte, ma più che altro mi ricordo che ci siamo massacrati di botte. Ma fa niente: credetemi, non cambierei mai il mio fidanzato con Pierce Brosnan...»

CHIARA COLIZZI
(Jinx – Halle Berry «La morte può attendere»)
La Bond Girl che mancava: l’unica ad aver vinto un Oscar (anche se non per questo film), l’unica di colore, l’unica a sfidare il mito Ursula Andrews, uscendo dalle onde come la madre di tutte le Girls. A far bella la sua voce è Chiara Colizzi che è stata Uma Thurman in «Kill Bill» e Kate Winslet in «Titanic»: «Un bikini arancione come Jinx? Mai avuto. Però non so cosa darei per scatenarmi in uno spericolato inseguimento sugli sci come Bond e sotto la tuta nascondere il vestito da sera... Perchè 007 ha successo da mezzo secolo? Perchè l’eleganza, il classico e la gentilezza non passano mai di moda...».

RITA SAVAGNONE
(Teresa Di Vincenzo - Diana Rigg «Al Servizio di Sua maestà»)
Splendida, intelligente, tormentata la Contessa è l'unica a sposare la spia più desiderata del cinema, diventando (oddio...) la signora Tracy Bond. Rita Savagnone, moglie di Ferruccio Amendola e madre di Claudio, di Bond Girls ne ha fatte otto: «Si, è vero, Bond ha sposato solo me, peccato però fosse George Lazenby e non Sean Connery... Pensare che la Girl che ho interpretato più volentieri è la Fiona di Thunderball che era cattivissima. Difficile doppiarla? Macchè l'attrice si chiamava Luciana Paluzzi. Ed era italianissima...»

FLAMINIA JANDOLO
(Miss Moneypenny - «Casino Royale 2006»)
E’ stata l'irreprensibile segretaria innamorata, e mai corrisposta, di Bond per quattordici film e ventitre anni: pettinatissima compariva quasi sempre all’inizio e alla fine del film. Un cult che, con il volto di Lois Maxwell, ha avuto cinque voci, l’ultima delle quali di Flaminia Jandolo la Lorella De Luca in «Poveri ma belli», la Kelly Garrett di «Charlie's Angels»: «Mi è toccata la parte più ingrata, Miss Moneypenny, che spasima spasima ma tutto finisce lì. Però è l’unica a stare con Bond in quasi tutti i suoi film. E meno male. Perché 007 mi piaceva da morire. E per Connery avrei potuto chiedere licenza di uccidere...»

EMANUELA ROSSI
(Melina Havelock - Carole Bouquet «Solo per i tuoi occhi»)
Viso d’angelo, gambe bellissime e un cuore pieno di rabbia. Un vero cecchino con la balestra con un solo scopo nella vita: vendicare la morte dei genitori. Parla poco ma con la voce di Emanuela Rossi. «Preferisco la Sophie Marceau del Mondo non basta. Straordinariamente cattiva, ma a me le carogne vengono benissimo perché nella vita sono un angelo: così mi sfogo. Si, confesso, mi sarebbe piaciuto essere una Girl, ma mi è sempre mancato Bond, conosco tanti che vorrebbero essere lui ma sono solo zero zero senza sette: datemi James e vedete che vi faccio... La voce di 007? Pino Locchi. Ma Luca Ward è James Bond nell’anima...»

VITTORIA FEBBI
(Miss Goodnight - Britt Ekland «L’uomo dalla pistola d’oro»)
La più teneramente imbranata delle spie, ma bella come poche, tant’è che a interpretarla in un film sul marito Peter Sellers hanno chiamata Charlize Theron. Fate voi… Vittoria Febbi, che è stata Liv Ullmann e Charlotte Rampling l’ha adottata volentieri: «Sono una specialista in bellissime, Barbara Bach, la Spia che mi amava, sono sempre io. Fare la Bond Girl è faticoso perché non ci sono i gesti che ti aiutano, ma io sono una vera fan di 007, vedevo i film anche quando non toccava a me doppiarli. Nel suo successo c’è dentro tutto, azione, ironia, eleganza ma mischiato bene: come il suo Vodka Martini, agitato non mescolato...»

MARIA PIA DI MEO
(Honey Ryder - Ursula Andress - «Licenza di uccidere»)
La prima vera, unica e inimitabile Bond Girl, per «Empire Magazine» la più bella di tutti i tempi. Merito anche del bikini bianco con cui Honey, cacciatrice di conchiglie, esce dal mare, cintura allacciata e coltello appeso. E parole di Maria Pia di Meo che presta la voce a sua Maestà Meryl Streep: «Bond mi ha regalato tante Girls indimenticabili, Domino di Operazione Tuono, Tatiana Romanov di Dalla Russia con amore. Ma per me l’unico vero 007 è stato Pino Locchi: diceva vedi? Anche se sono piccolino di statura ho dato la voce a tutti i più grandi. Beh, non era vero: era un grande anche lui...»