Il boom (inatteso) delle colonne sonore

Il fenomeno delle colonne sonore riparte alla grande con qualità e successo

Non solo musical. A suggellare il rinnovato successo di questo genere, così debitore del melodramma, ci sono anche le colonne sonore. Dopo qualche anno di relativo letargo, stavolta il fenomeno è ripartito alla grande. E già qualcosa si poteva intuire dalla qualità e dal successo della soundtrack di This must be the place di Sorrentino, uscita nel 2011. Già il film prende il titolo da un brano dei Talking Heads, rielaborato un paio di volte nella colonna sonora. E quindi garantiva una qualità musicale più alta della media. Ma anche i cinque milioni di copie della colonna sonora di Cinquanta sfumature di grigio hanno fatto intendere che, come la tv è diventata il rifugio di tante popstar, così le colonne sonore sono l'alternativa vincente per tanti artisti. Ora che esce (su Universal) anche la colonna sonora di Cinquanta sfumature di nero, il risultato non dovrebbe essere molto diverso. Se non altro perché il primo singolo I don't wanna live forever (già in radio) è stato registrato da Zayn e Taylor Swift e promette di eguagliare il successo delle Sfumature di nero (primo in 94 paesi del mondo su iTunes). Ma anche il film di animazione Sing ha una colonna sonora da urlo. Oltre al duetto tra Stevie Wonder e Ariana Grande (Faith), ci sono anche brani cantanti da Scarlett Johansson e Reese Witherspoon. Oplà.