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Quasi un milione di euro per il debutto di The Conjuring: il caso Enfield (930.950 euro) è risultato interessante, che merita qualche spunto di riflessione. Prima di tutto, l'horror d'autore, come quello firmato da James Wan, ha ancora una nicchia importante di spettatori. Abituati, come siamo, a veder uscire, con una certa periodicità, pellicole di orrore giovanilistiche delle quali, dopo un paio di giorni, hai già dimenticato titolo e trama, non possiamo che guardare con soddisfazione a film come quelli della saga di The Conjuring (questo è il secondo), che nobilitano un genere troppo inflazionato dall'usa e getta. Secondariamente, come questo sequel ci ha insegnato, non serve raccontare, per filo e per segno, un caso vero, reale, di fenomeno paranormale. Ad Enfield, infatti, furono molte le perplessità su quello che avvenne realmente nella casa popolare «infestata», ma l'ottima realizzazione di Wan, bravissimo a creare suspence, brividi, momenti di paura, fa passare in secondo piano il fatto che non andò in tutto e per tutto come il film mostra. Poco male. Terzo, tenendo conto che questa pellicola è uscita nel weekend più caldo di questo inizio estate, con in più la concorrenza degli Europei di calcio e una programmazione cinematografica che sembra fatta apposta per allontanare la gente dalle sale, il dato è notevole (il primo The Conjuring incassò, all'esordio, 1.025.001 euro). Incomprensibile, poi, che questa bella saga la mandino nei cinema solo nei mesi estivi. Tra gli altri debutti, sono finiti in top ten le commedie Mother's Day (quarta con 164.364 euro) e Kiki & i segreti del sesso (settima con 99.957 euro).