Troppo comoda la strada dei remake francesi

Non disturbate il conducente. I debutti del fine settimana non hanno minimamente intaccato la leadership di Inferno (arrivato a quota 8.553.732 euro), il pur brutto adattamento dell'ultimo capitolo della trilogia di Dan Brown che ha vinto agevolmente la sfida degli incassi. Bisogna scendere al terzo posto, infatti, dietro il simpatico Pets - Vita da animali, per trovare la prima novità del grande schermo, ovvero l'onesto testosteronico Jack Reacher 2, con protagonista Tom Cruise, che ha conquistato il gradino più basso del podio con 894.651 euro.

Più interessante appare il dato riguardante l'esordio nelle sale dell'italiano I Babysitter. In realtà, la pellicola aveva già fatto una breve apparizione nei cinema, lo scorso mercoledì, in occasione del «Cinema2Day», ma il risultato di questo weekend, chiuso a quota 651.493 euro offre lo spunto per una riflessione. Premesso che il film è divertente, più per merito di un bravissimo Abatantuono che per altro, possibile che noi italiani non sappiamo far di meglio che andare a pescare le pellicole dei nostri cugini e farci dei remake? Questo, ad esempio, ricalca, praticamente, per filo e per segno, il francese Babysitting, uscito appena nel 2014, ultimo di un lungo elenco di commedie francesi «adattate» al nostro paese e che comprende, tra le altre, tra quelle recenti, Benvenuti al Sud, Il nome del figlio, Un paese quasi perfetto, Stai lontana da me. E pensare che Lo chiamavano Jeeg Robot e, soprattutto, Perfetti sconosciuti hanno dimostrato, la scorsa stagione, che quando ci mettiamo a pensare, e non solo a copiare, sappiamo ancora fare dell'ottimo cinema. Certo, occorre sforzarsi oltre il minimo sindacale.