AAA cercasi tracce d'Italia nei nostri cinema

Un solo film italiano (Mister Felicità di Siani, quarto) presente nei primi 15 incassi del fine settimana fotografa, in maniera drammatica, lo stato di cose del nostro cinema. La gente si è disaffezionata ai nostri titoli, li vede sempre meno, preferisce l'alternativa che arriva dall'estero. Come dargli torto? Le nostre commedie, in particolare quelle uscite in queste festività natalizie, ti sembrano sempre le stesse. Medesimi comici con relativo cast, identiche situazioni da pochade, aggiungendoci un «Natale» nel titolo, come se fosse una sorta di richiamo. Che, però, dati alla mano, non funziona più perché il pubblico cinematografico, sempre più in calo, non compra da un pezzo a scatola chiusa, a meno che non sia un film di Zalone che, tra l'altro, si è meritato ampiamente la stima e l'affetto della gente. Siamo, ormai, talmente «esterofili» che anche le case di produzione sembrano rifiutarsi di far uscire film con titoli nella nostra lingua. Per dire, la scorsa settimana hanno esordito quattro pellicole, ovvero Allied (secondo con 1.861.521 euro), The Founder (sulla nascita dell'impero McDonald's, settimo con 741.735 euro), Silence (firmato da Scorsese, ha debuttato all'ottavo posto con un incasso di 725.190 euro) e il documentario, ambientato in Sicilia, Magic Island. Come si può leggere, nessuno di questi titoli è stato tradotto. Se ci aggiungete, poi, che primo è Collateral Beauty e che, in top ten, sono presenti anche Sing, Assassin's Creed, Passengers, capirete che l'italiano, sul grande schermo, è ormai qualcosa da salvaguardare. E non solo a livello di film.