Ficarra e Picone battono "La La Land"

I cinefili hanno di che sfregarsi le mani. Come tradizione, queste sono le settimane nelle quali, al cinema, arrivano i film candidati agli Oscar; sulla carta, i più belli. E va sottolineato come, a parte l'assurda mancanza di Sully nelle candidature (difficile non pensare che l'appoggio dato da Eastwood a Trump non abbia pesato in questa scelta, dal punto di vista artistico, incomprensibile), l'Academy abbia premiato, quest'anno, in qualche modo, delle ottime pellicole, tutte meritevoli, chi più chi meno, di essere viste. A partire dal meraviglioso La La Land, il film che, a detta (quasi) di tutti, trionferà nella notte delle statuette, forte delle sue 14 Nominations. Una pellicola tanto attesa, della quale in tanti parlano (a volte, anche negativamente), ha richiamato molta gente in sala, raccogliendo, nel fine settimana d'esordio, 2.038.449 euro (con 378 schermi). Meglio di lei, ha fatto solo L'ora legale di Ficarra e Picone, primo con 2.433.909 euro (ma con a disposizione ben 597 sale), unico film italiano presente nella top ten. Interessante è stato anche il debutto di Split, il thriller che ha fatto ritrovare a M. Night Shyamalan il suo «sesto senso»; per lui, il box office si è fermato a 1.899.138 euro (terzo). Tra le novità, va segnalato il sesto posto di Fallen, ennesima trasposizione «young adult» di un romanzo per adolescenti. Probabilmente, il pubblico di riferimento comincia a essere stufo di questi titoli; il film ha ottenuto, infatti, 605.148 euro, ovvero un esordio senza infamia e senza lode. Infine, decima posizione per Proprio lui?, pessima commedia americana. Incassi complessivi sotto dell'1% rispetto a sette giorni fa.