Box Office

Al di là dei risultati, spesso apparentemente deludenti, degli incassi, i conti andrebbero fatti con l'oste, ovvero con il costo del film. Il dare e avere, imparato a Ragioneria, è il motore dell'economia; anche cinematografica. Perciò, è chiaro che se, in America, La Mummia, con Tom Cruise, film, tra l'altro, deludente come pochi, esordisce solo al secondo posto, dietro Wonder Woman, ti viene da storcere la bocca e gridare, metaforicamente (stiamo pur parlando di cinema) allo scandalo. Poi, però, vai a vedere che la pellicola, che dovrebbe iniziare (purtroppo, vista la qualità del primo titolo) una saga, tirando le somme, è già in utile. Ai 32,2 milioni di dollari incassati su suolo americano, vanno aggiunti i 141,8 milioni ottenuti nel resto del mondo, ovvero oltre 174 milioni a fronte di un budget da 125 milioni. Stesso discorso per l'eroina DC Comics. Wonder Woman è costato 149 milioni di dollari, avendone però già in cassa 435. Insomma, è chiaro che non è più tempo di box office da sogno, ma le somme non sono in rosso. Da noi, almeno, l'archeothriller che ha proposto una mummia al femminile, affidandone il personaggio a Sofia Boutella, ha vinto la sfida del fine settimana con 1.554.427 euro, precedendo Pirati dei Caraibi 5 (914.354 euro, anche lui in utile di 300 milioni di dollari). Tra i debuttanti, esordio al quinto posto per Quando un padre (104.326 euro), onesta pellicola strappalacrime con Gerard Butler, mentre l'interessante film israeliano, come spunto, Un appuntamento per la sposa ha chiuso decimo con appena 33.438 euro. Box office totale ancora in calo.