Bray promette (metà) fondi, gli autori protestanoBaratta fa da paciere sul tax credit

Tax credit dimezzato. È sul credito d'imposta - che permette sgravi fiscali a chi finanzia il cinema - che si è rotta la luna di miele tra il ministro Massimo Bray e le associazioni del cinema. L'altroieri c'è stato un incontro in cui Bray ha ricostruito le fasi dell'impegno del Governo nel ripristinare la norma del tax credit (che era stata totalmente cancellata per il 2014) con un primo stanziamento da 45 milioni di euro, e ha assicurato il suo impegno per ricostituire completamente i fondi. Ma il finanziamento a metà non va giù al mondo del cinema che ieri ha ribadito - portavoce lo sceneggiatore Nicola Lusuardi - «che le associazioni del cinema non parteciperanno a nessuna assise a Venezia e si riservano ogni azione di protesta fino a quando le promesse non diventeranno fatti». Poi il presidente della Biennale Paolo Baratta ha fatto da paciere: «Il ministro ha ritenuto di accelerare a maggio l'approvazione della prima parte dei finanziamenti. In attesa anche di vedere quante saranno le domande in tal senso. Sono fiducioso sulla composizione felice della contesa».