Broggiato e il romanzo in versi

Tastando il mito. La poesia permette anche questo. Ascoltare le confessioni di Marilyn Monroe, il mito dalle «braccia/ diafane ed esili da adolescente», che proprio a te, lettore viandante, «parla delle sue attese/ delle troppe morti che hanno/ accompagnato la sua vita». Proprio lì, con l'occhio nella serratura della storia, Ascoltando Marilyn , si chiude, struggente capriola lirica, l'ultima raccolta di Tiziano Broggiato, Preparazione alla pioggia , stampata da Italic Pequod, editore di Ancona risorto sulle ceneri auree della casa editrice peQuod, con il nobile intento di «accogliere scrittori e lettori delusi dall'attuale stato di cose, e soddisfare esigenze inascoltate dal mercato editoriale», che scommette forte sulla poesia (pubblicando autori importanti come Stefano Simoncelli, Luigi Socci). A ritroso, dal poema in cui la vicenda di Marilyn si connette al dolore privato del poeta, la raccolta di Broggiato promette di svelarci «Ciò che disse il profeta Giona agli abitanti di Ninive», ci porta nell'«ossessivo rimbombo» di Glasgow, e poi in mezzo alla «rissa degli uccelli/ che rompe l'incanto e li fa/ assomigliare a noi». Concede scaglie di sapienza («non ho risposte né, in verità / ne dovrei attendere»), disincanto e speranza («confido tuttora nel perfezionamento/ del destino»), questa raccolta di un poeta maturo (classe 1953, nel 2001 ottiene il Premio Montale con Parca Lux ), titolato (di lui han detto in tanti, da Milo De Angelis a Davide Rondoni), che procede il suo solitario, tenace «romanzo in versi» (così Francesco Napoli nella nota critica, che rimanda ai modelli di Elio Pagliarani e di Maurizio Cucchi), narrandoci «le mie irripetibili/ migliori stagioni», ma pure gli «inspiegabili rinvii» e l'«ombra predatrice», in una sorta di diario cangiante (redatto per chi? per cosa? perché?), felice e ostinato.