Un buon remake al passo coi tempi

di Jean-François Richet con Vincent Cassel, François Cluzet, Lola Le Lann, Alice Isaaz

Un moment d'égarement, datato 1977, di Claude Berri, fu definito, all'epoca, un film scandaloso per la delicata tematica sessuale trattata, quella di un uomo oltre i quaranta che cedeva alle provocazioni di una ragazza adolescente. Tanto che ne sono stati prodotti già due remake, ovvero uno americano Blame It on Rio (Quel Giorno a Rio, del 1984) e questo francese, omonimo, che da noi esce con il titolo Un momento di follia, prodotto da Thomas Langmann, figlio di Berri.Antoine (François Cluzet) e Laurent (Vincent Cassel) sono due amici, entrambi separati, che vanno in vacanza, in Corsica, insieme alle loro rispettive figlie, Louna (Lola Le Lann) e Marie (Alice Isaaz). Una sera, Laurent deve fare da sorvegliante alle due ragazze. Mentre la figlia si allontana, lui cerca di resistere alle evidenti avance di Louna. Entrambi ubriachi, finiscono per avere un rapporto sessuale. Il problema è che la giovane ha preso una cotta per il padre dell'amica, ma l'uomo, consapevole del momento di follia, cerca di troncare. I ricatti di Louna e i sospetti di Marie lo spingono, senza riuscirci, a confessare la scappatella al suo amico Antoine. Il quale, nel frattempo, è infuriato per aver scoperto che la figlia è andata a letto con un quarantenne, ma senza conoscerne il nome. Inconsapevole, Antoine chiede aiuto a Laurent per scoprire chi sia il malcapitato e picchiarlo. La domanda è: ma fa ancora scandalo, al giorno d'oggi, la notizia di un quarantenne che va a letto con una diciassettenne? Probabilmente no, facendo perdere, in apparenza, la malizia sulla quale gioca la pellicola. In realtà, però, grazie più alla bravura degli interpreti che alla sceneggiatura, il film regge molto bene il confronto, pur essendo cambiate le generazioni e gli obiettivi. Allora, la Francia faceva i conti con una rivoluzione culturale che stava mandando in crisi la borghesia, adesso si aggrappa, come ogni paese occidentale, ad un perbenismo morale di facciata, ben evidenziato dalla pellicola diretta da Richet.