La Camusso difende «lo stipendificio»

«Dire stipendifici è esattamente come dire fannulloni, non c'è nessuna differenza: è il rifiuto di capire che dentro una cosa complessa come il Maggio ci sono dei lavoratori». Lo ha dettoil segretario generale della Cgil Susanna Camusso, a proposito della situazione di crisi del Maggio Musicale Fiorentino, su cui Matteo Renzi aveva chiesto di «non continuare con lo stipendificio». Secondo Camusso, intervenuta ad una tavola rotonda alla Camera del Lavoro di Firenze, «ci saranno anche degli errori, ma non ci sono gli stipendifici, ci sono persone che hanno fatto cultura e che hanno determinato la condizione del valore del Maggio», e quindi bisogna «rispettare il fatto che ci sono dei lavoratori, e non c'è semplicemente un'attività finanziaria, dei profitti». Per la leader della Cgil «se si dice stipendifici si fa una seconda operazione, che non è accettabile, e che è quella di chiamarsi fuori dalla responsabilità: indichi qualcosa come estraneo a te, ma non lo è, è ciò che questa città ha prodotto, magari con mille errori».