Palma d'oro di Cannes al film turco Winter Sleep

Tra sorprese e conferme ecco tutti i premi del Festival del cinema di Cannes

Cannes, la palma d'oro al film turco Winter Sleep

Il regista turco Nuri Bilge Ceylan porta a casa la Palma d’Oro al 67° Festival del Cinema di Cannes con il film "Winter Sleep". Grandissima soddisfazione anche per la pellicola italiana "Le meraviglie", di Alice Rohrwacher, che si è aggiudicato il Grax Prix della giuria, secondo premio per importanza del festival. Il riconoscimento come miglior regista va a Bennett Miller per "Foxcather", sua terza pellicola dopo "Truman Capote" e "L’arte di vincere". "Mommy" di Xavier Dolan e "Adieu au langage" di Jean-Luc Godard hanno ricevuto ex aequo il premio della giuria. Alla statunitense Julianne Moore il premio di miglior attrice protagonista per la sua interpretazione di "Maps to the stars", del regista David Cronenberg. Migliore attore: Timothy Spall per "Mr Turner" di Mike Leigh

"Grazie a Thierry Fremaux che mi ha fatto arrivare qui, grazie alla giuria che mi ha fatto tornare", ha detto emozionata la Rohrwacher ritirando il Grand Prix. "Il vostro lavoro mi ha portato qui" ha aggiunto rivolta alla giuria presieduta da Jane Campion. A consegnarlo un monumento del cinema italiano, Sophia Loren.

Di cosa parla "Le meraviglie"

È una favola agreste con temi e toni forti la pellicola della Rohrwacher: arriverà il 22 maggio nei cinema italiani. Interpretata fra gli altri dalla sorella della regista, Alba, e da Monica Bellucci, racconta l’estate di quattro sorelle capeggiate dalla dodicenne Gelsomina. Le sorelle sono cresciute con regole rigide in campagna, dove il padre apicoltore tenta di resistere con fatica al mondo che cambia: la campagna intorno viene riempita di diserbanti, le nuove normative europee per la produzione alimentare chiedono trasformazioni costose alla piccola azienda familiare, i vecchi agricoltori lasciano spazio agli agriturismi per stranieri, la tv arriva a portare nuovi sogni per le ragazzine cresciute tra animali e natura. La protagonista Gelsomina, prediletta dal padre e erede di quel regno agreste, è la prima ad avere dei dubbi sul futuro del proprio mondo, e si lascia tentare dall’universo fatato di Milly Catena, presentatrice tv che promette soldi e sogni. Il suo è un sogno di fuga ma anche una semplice curiosità adolescenziale, che porta ad aspettative, trasformazioni, delusioni, fallimenti.

Di cosa parla "Winter Sleep"

Tre ore e quindici minuti di film, quasi un poema tra Bergman e Cechov, con un gruppo attoriale che avrebbe a sua volta meritato la presenza nel palmaresTra ironia e lunghi dialoghi, in scena il dramma tragico e personale di Aydin (Aluk Bilginer), attore in pensione dai molti volti e molte anime, e ora proprietario di un piccolo hotel in Anatolia centrale con la sua molto giovane e troppo bella sposa Nihal (Melissa Sozen). Un uomo che, nel suo piccolo confortevole studio nell’albergo dove vive, nutre la sua vanità con articoli su un suo personale sito locale, progetta libri sul teatro turco e gioca, grazie al suo fascino intellettuale e ai suoi molti soldi, con una realtà provinciale che naturalmente lo rispetta e teme. Aydin è affascinante nonostante il cinismo e la capacità di essere contro la religione o per la religione secondo il suo piacere e la voglia di misurarsi con le parole. E' un grande conversatore, uno che ama ascoltarsi e non teme confronti dialettici. A stimolarlo in questo senso è anche la sorella Necla, ancora piena di ferite per il suo recente di divorzio e così piena di animosità dialettiche verso il fratello. Ma quel lancio di un sasso da parte un ragazzino verso il vetro della jeep dove si trova Aydin, che si vede all’inizio di Winter Sleep, prenderà, nel corso della storia, un’importanza mille miglia lontana da un semplice gesto teppistico. Il vero volto dell’uomo si vedrà quando capirà che potrebbe perdere la sua amata moglie che troverà per la prima volta la forza di ribellarsi alla sua dittatura psicologica...