Il canto (finale?) di Iggy

Si dice che potrebbe essere l'ultimo disco di Iggy. In realtà potrebbe essere il primo. Lui ha quasi 70 anni, ha le cicatrici degli eccessi ed è l'ultimo Stooges vivente. In questo Post pop depression ha chiamato una sezione ritmica dura e pura e ha collaborato con Josh Homme dei Queens of the Stone per realizzare il suo miglior disco da decenni. Migliore perché punk nel senso di Iggy. Autentico perché in brani come Paraguay c'è lo spirito che per quasi mezzo secolo gli ha consentito di essere un hacker del rock: libero di fare tutto. Qui c'è lo spirito degli anni di Berlino con Bowie. C'è la voglia di rumore come con i primi Stooges. E c'è l'Iggy Pop ispirato nella ricerca musicale come in Aprés. Non è un capolavoro ma un lavoro da riascoltare da capo. Più volte.