Caos a Torino L'Aie lascia la Fondazione

Matteo SacchiContinuano i guai del Salone del libro di Torino che sta vivendo un vero e proprio annus horribilis costellato da guai economici, balletti di poltrone (iniziati dopo che il precedente presidente della Fondazione Rolando Picchioni è stato indagato con l'ipotesi di peculato), cifre sui biglietti gonfiati (con accertamenti a riguardo della procura di Torino), polemiche per la scelta dell'Arabia Saudita come Paese ospite (poi saltato e sostituito da un meno problematico focus sulla letteratura araba). Col ritorno di Ernesto Ferrero al timone, in sostituzione di Giulia Cogoli, il cui tandem con Giovanna Milella non ha funzionato, in molti avevano sperato che tornasse, se non la calma, almeno la prospettiva di una navigazione accettabile in attesa che la due diligence affidata a una società terza fornisca miglioramenti di bilancio e l'ingresso di nuovi soci porti capitali per il rilancio.Ieri però il presidente dell'Aie (Associazione italiana editori) Federico Motta si è dimesso dal consiglio di amministrazione della «Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura», l'ente che organizza il Salone. La decisione presa dai vertici dell'Aie, si legge in una lettera inviata alla Fondazione e ai soci, è stata presa «alla luce dei profondi cambiamenti in atto, appresi molte volte dalla stampa e preso atto del ruolo progressivamente marginale di AIE in seno al CdA, riteniamo non più indispensabile la nostra presenza nel CdA stesso». Motta tiene comunque a precisare nella comunicazione che «resta inalterato il supporto e la partecipazione convinta degli editori al Salone del Libro». Nella pratica l'Aie resta tra i soci fondatori del Salone ma non sarà più nel consiglio. Perché? Voci interne all'Aie (Federico Motta sceglie il no comment) lasciano capire che ha pesato il modo in cui vengono prese le decisioni nella Fondazione. Dalla Fondazione invece manifestano soprattutto stupore. Così la presidente Giovanna Milella: «Stupisce la decisione del rappresentante dell'Aie in un momento di profondo riassetto della Fondazione per il Libro, con la manifesta disponibilità di divenirne soci da parte di Ministeri e Istituti bancari». Che il nodo della questione sia proprio l'allargamento del consiglio con l'ingresso del Miur e il probabile ingresso di BancaIntesa e di Unicredit? Potrebbero cambiare gli equilibri interni. Milella ha comunque manifestato la volontà di procedere per questa via. Quanto a Ernesto Ferrero, richiamato in exstremis a settembre ( ha accettato di riassumere il ruolo di direttore «con spirito sabaudo»), dice al Giornale di essere caduto dalle nuvole: «Se devo dire la verità questa dell'Aie non l'abbiamo capita... Proprio in un momento in cui con il prossimo ingresso delle banche e del Miur ci sarà un rafforzamento del Salone». Quanto al fatto che nel CdA ci fossero state avvisaglie di crisi: «Qualche discussione in più negli ultimi mesi c'è stata ma non pensavamo a nulla che non potesse essere sistemato a bocce ferme, dopo il Salone». In soccorso della Fondazione anche Chiamparino, presidente della Regione. «Mi sembra che l'ingresso delle banche nella Fondazione fosse stato affrontato con argomenti convincenti».