Caravaggio con bomboletta in mano

Andrea Ravo Mattoni rende le strade dei piccoli capolavori a cielo aperto

Eleonora Aragona

Parcheggiare la macchina in aeroporto e trovarsi di fronte Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio. Svegliarsi e scoprire che il pilone della tangenziale grigio e sporco che vedevate ogni mattina adesso vi offre La Cattura di Cristo. È il progetto di Pinacoteca a cielo aperto che Andrea Ravo Mattoni, da alcuni mesi, sta portando avanti. Lui non è un writer, né uno street artist, è un pittore che usa le bombolette. I suoi murales sono opere dei maestri del classicismo italiano. Sono apparsi dei Caravaggio per le vie di San Salvatore Fitalia (ME) e per quelle di Varese, in Sardegna invece ha preso vita Il Maestro di Ozieri, un misterioso artista del '500. Un corto circuito creato dall'accostamento tra l'arte di strada e i soggetti rappresentati. «Se nasci con davanti un muro di cemento armato, quello diventa il tuo paesaggio urbano, la tua normalità. Ecco, la normalità non è quella», sostiene l'artista. Il suo è un progetto ambizioso: «Creare una pinacoteca pubblica che riavvicini la gente comune ai musei. Vorrei essere lo specchio dell'infinito patrimonio conservato nei poli museali del nostro paese. Dare una nuova identità a luoghi che non ne hanno mai avuta una, come il pilone di un'autostrada». Riportare il classicismo nelle vie delle città in cui è nato. Un progetto di riqualificazione, non solo delle periferie per una volta, un percorso per restituire a tutti la bellezza delle opere che hanno reso grande l'arte italiana. Il tutto finanziato da un mecenatismo diffuso. Chi si sarebbe immaginato che un'impresa di pulizia di Varese insieme al comune avrebbe sponsorizzato un progetto di arte contemporanea? Anche questo è uno degli effetti di questa Pinacoteca polverizzata sul territorio.