«Caro Winston», «Caro Orson» Le lettere segrete di Vivien Leigh

Dalla corrispondenza della diva hollywoodiana (7500 tra telegrammi e missive) emergono anche l'affetto per Laurence Olivier e la stima di Tennessee Williams

Nel rivedere per l'ennesima volta il finale di Via col vento (1939) di Victor Fleming, guardare nel fondo gli occhi grandi, splendidi e penetranti della protagonista Rossella O'Hara, interpretata da Vivien Leigh, col volto rigato dalle lacrime ma decisa ancora una volta ad andare avanti, si ha la sensazione di trovarsi di fronte alla donna perfetta: bella e civetta prima, eroica e saggia poi. Ma i film, come è noto, anche quelli più grandi (e Via col vento è il più grande di tutti), non sono, non possono essere la vita.

Così come la vita di Vivien Leigh non è stata splendente come la sua carriera cinematografica. Per comprendere quanto questa donna e attrice magnifica, capace di recitare un testo di Shakespeare e poi passare ad un qualsiasi prodotto hollywoodiano, di notevole o modesta foggia, abbia avuto un'esistenza tormentata dal buco nero della depressione, dalla solitudine, dalla paura di non farcela, saranno preziosissime le più di 7500 lettere, telegrammi, diari e fotografie che il Victoria e Albert Museum di Londra ha appena acquistato dagli eredi di Vivien Leigh, in occasione del centenario della nascita dell'attrice inglese. Il materiale è in via di catalogazione e una prima parte verrà resa pubblica in autunno. Il fondo spazia dal 1929 alla morte dell'attrice nel 1967.

La corrispondenza di Vivien Leigh è fittissima: da Thomas S. Eliot, Arthur Miller, Tennessee Williams, Marilyn Monroe, Graham Greene e Cary Grant fino a Orson Welles, Lauren Bacall, Humphrey Bogart, Gary Cooper. Ma ci sono anche lettere a Elisabetta II (che li ringrazio per iscritto di un mazzo di fiori), alla Regina Madre, a Winston Churchill. La parte certamente più interessante è quella relativa ai rapporti professionali e soprattutto sentimentali con l'attore Laurence Olivier. Gli anni centrali nella vita di Vivien Leigh, figlia di un militare inglese nata in India nel 1913 a Darjeeling, sono il 1939 e il 1940. Nel 1939 è scelta dal produttore David O. Selznick per il ruolo di protagonista di Via col vento. Lo scetticismo degli altri produttori sulle sue capacità è forte. Ma Selznick non sente ragioni. Prima abbandona il regista George Cukor. Poi lascia partire il sostituto Sam Wood. E quando il regista definitivo Fleming ha dubbi o non ha proprio tempo, si mette dietro la macchina da presa. Tanto sa al millimetro cosa bisogna fare. Il film ha un successo travolgente. L'attrice inglese vince l'Oscar e si trasforma in una diva hollywoodiana. Il suo nome entra nella leggenda. Nel 1951 recita con Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio, diretto da Elia Kazan su sceneggiatura di chi scrisse l'ominimo dramma, Tennessee Williams. Che le scrisse: «È inutile ripeterti la mia autentica, enorme felicità per il film e, specialmente, per il ruolo che hai tu: sei la Blanche (DuBois - ndr) che ho sempre sognato e ti sono riconoscente di averla portata così bene a vivere sullo schermo».

Nel 1940 Vivien Leigh era convolata a nozze con l'amore della sua vita: Laurence Olivier. Sono diventati la coppia più glamour della loro epoca. Entrambi divorziati, avevano tutto. Successo, fama, danaro, riconoscimenti. Gli attori americani avevano il terrore di avvicinarli. E il motivo si spiega facilmente: entrambi parlavano l'inglese di Shakespeare, con la giusta intonazione. Erano due aristocratici, con tanto di certificazione reale, dopo la nomina a baronetto di Laurence nel 1947. Churchill li amava. Il suo film preferito era Il grande ammiraglio (1941) di Alexander Korda, con Laurence nella divisa di Horatio Nelson e Vivien nelle vesti sontuose della sua celebre amante Lady Emma Hamilton: «Vi ringrazio per il calice di vetro che accompagnava i meravigliosi fiori», scrisse loro dopo una celebrazione nel 1951. Resteranno sposati per venti anni. La loro è stata una relazione tormentata, piena di alti e bassi, con Vivien spesso, troppo spesso, sull'orlo del baratro. Una storia comunque bellissima. Olivier nelle lettere d'amore si firma con il nome di Andrew, di Kerr, o usa altri nomignoli. Le missive che si scambiano sono appassionate. Nel 1939, mentre Olivier sta recitando a Broadway, Vivien sul set di Via col vento a Los Angeles gli manda gli auguri per il debutto e aggiunge: «Il mio amore è con te ogni secondo». Ma la depressione attanaglia l'attrice, tanto da renderle la vita impossibile. Ogni volta che si riprende Vivien scrive lettere di scuse e spiegazioni al marito. Divorziano nel 1960. Insieme hanno girato numerosi film e calcato le scene teatrali. La loro è stata una lunga storia d'amore che queste lettere contribuiranno a far capire quanto è stata grande, profonda e tormentata.